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		<title><![CDATA[Il Blog di Arte di essere]]></title>
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		<description><![CDATA[Benvenuti nel Blog di Arte di essere! Scopri l'arte di vivere pienamente la vita attraverso consigli, ispirazioni e riflessioni. Esplora il nostro blog e lasciati guidare verso una maggiore consapevolezza e felicità quotidiana.]]></description>
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		<lastBuildDate>Thu, 08 Feb 2024 15:15:00 +0100</lastBuildDate>
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			<title><![CDATA[I 7 chakra e lo sviluppo psicologico dell’essere umano]]></title>
			<author><![CDATA[Mar Candoli]]></author>
			<category domain="https://www.artediessere.it/blog/index.php?category="><![CDATA[]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000004"> 	 	 	 &nbsp;<div class="imTALeft"><span class="imTAJustify fs14lh1-5">Il termine chakra deriva dal sanscrito e significa “ruota” ed infatti in questi punti di unione psico-fisica si creano energie vorticose, con moti precisi di entrata e di uscita, che dinamizzano e irradiano costantemente intorno all’individuo animandone la coscienza e dirigendola.</span><br></div> <div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5"><br></span></div><div class="imTAJustify"><span class="fs14lh1-5">I chakra non appartengono al corpo fisico, poiché essi vibrano ad un livello più alto, che è quello del corpo energetico eterico, per questo motivo non possono osservarsi con una visione normale.</span><br></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">La comprensione della loro esistenza e delle loro caratteristiche è nota sin dai tempi antichi ed è stata il risultato degli studi derivati dalle antiche tradizioni, dove la pratica costante delle energie - attraverso tecniche di meditazione o esercizi specifici di yoga - ha consentito di sviluppare la cd. “visione sottile”. &nbsp;Tali conseguimenti sono oggi confermati dalla scienza moderna, che inizia a disporre di strumenti capaci di misurare e visualizzare i campi energetici dell’essere umano. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Secondo le tradizioni iniziatiche i chakra sono collegati al sistema endocrino, nel senso che ogni ghiandola risulta legata ad uno specifico chakra, del quale costituisce una sorta di controparte fisica. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il risveglio (cioè l’apertura) di un chakra corrisponde sul piano iniziatico a tappe ben precise dello sviluppo e dell’espansione della coscienza umana e il blocco (cioè un disturbo del suo flusso energetico, che si può tradure in una iperattività o ipoattività) si manifesta generalmente come uno stato di crisi interiore, con connotazioni proprie di quel particolare centro energetico e che può sfociare - sul piano somatico - in patologie della ghiandola endocrina di riferimento o degli organi che quel particolare chakra influenza o anche, nei casi di malfunzionamento più serio, in disturbi della personalità.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">La difficoltà nello studio e nella comprensione di questo argomento nasce dal fatto che, in qualche modo, occorre fidarsi delle trattazioni e delle descrizioni di altri, ricorrendo cioè ad antiche tradizioni e culture, così lontane dai nostri modi di vita moderni, che per prime e da tanti secoli avevano scoperto, tramite l’esperienza della pratica, la reale esistenza di questi centri energetici e il loro funzionamento. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Si tratta di una raffinata scienza interna, che presuppone il raggiungimento di uno stato di quiete e serenità a tal punto profonde da permettere alla coscienza di dilatarsi rispetto alla sensazione materica corporale e percepire così il flusso delle correnti che animano la “materia umana”, che la dirigono e la plasmano in un costante scambio tra l’essenza stessa dell’essere umano vivente e l’energia cosmica.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Una particolare manifestazione di quel contatto tra l’essenza dell’uomo con tutte le sue potenzialità innate e l’intelligenza cosmica sono proprio i chakra.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Aiutati dalle esperienze descrittive – spesso simboliche (perché ci muoviamo sul terreno della coscienza e non solo in quello dell’intelletto) – di chi ha esplorato questi campi della vera manifestazione umana possiamo trovare spunti per maturare nuove connessioni, per prestare più attenzione a certi fenomeni e intuizioni e per darci il permesso di lasciare uno spazio in noi per qualcosa di ancora non conosciuto, che non possiamo vedere con i due occhi fisici, ma solo con tutti i nostri sensi uniti e resi neutri dalla quiete e dal silenzio dello spazio del cuore. Così i vortici si mostreranno e noi inizieremo a percepire il loro muoversi e, progressivamente, la loro funzione e i loro molteplici significati, come pagine progressive che si aprono o, meglio, come petali che dischiudono il profumo del fiore. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">La descrizione seguente, molto sintetica (e certamente parziale nell’esposizione) sarà dedicata ai sette centri energetici principali, ai sette chakra delle tradizioni. L’intento è di fornire spunti di riflessione e meditazione per avvicinarci alla loro percezione.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Ciascuno si “attiva” in maniera particolare con le diverse fasi di età della persona in cicli di 7 anni. Ciò significa che in quei periodi le caratteristiche del chakra saranno più marcate e percepibili, con la conseguente opportunità per la persona di integrare gli aspetti collegati a quel centro. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Sinteticamente, il primo chakra, detto <b>chakra radice,</b> è collegato al bisogno di sicurezza, il secondo, detto <b>sacro,</b> va invece collegato alla procreazione, il terzo, detto <b>solare,</b> alla longevità, il quarto, detto <b>cardiaco,</b> alla partecipazione e allo scambio, il quinto, detto <b>laringeo,</b> va associato alla conoscenza, il sesto, detto<b> frontale,</b> all’auto-realizzazione e infine il settimo, detto <b>coronale,</b> va collegato al desiderio di unione, unione con il divino. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Di seguito viene proposta una breve descrizione dei sette chakra.</span></div> <div class="imTACenter"> &nbsp;</div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>PRIMO CHAKRA</b> Muladhara<b> chakra (centro della radice). </b> </span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 1° al 7° anno e dal 49° al 56°. Associato al colore rosso, il colore che insieme al viola limita lo spettro della luce visibile, infatti oltre al rosso da un lato e al viola dall’altro, l’occhio umano è incapace di vedere, dunque il rosso sta al confine tra il mondo visibile e la realtà invisibile. Il rosso per questa sua caratteristica simboleggia l’incarnazione, spingendo l’individuo a focalizzare le sue energie sullo sviluppo del suo io personale, che è la base per una crescita spirituale che si fonde sulla conoscenza del sé. È il colore dell’interiorità, è il colore del sangue e del magma per la terra che scorrono nel profondo e donano e trasportano la vita. Viene associato alla dinamicità.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Ha sede intorno al punto del perineo, esso si apre verso il basso. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Con il chakra sacrale e con quello solare forma la cd. triade inferiore, che è responsabile della costituzione del sé personale (ego). Esso è il luogo di radicamento e di ancoraggio della dimensione spirituale in quella corporale. Il suo sviluppo armonico, sul piano psicologico, nel bambino è legato al rapporto con la madre, che genererà poi nell’adulto un solido senso di sicurezza interiore e di oggettività alla realtà. È collegato al diritto fondamentale di esistere. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Governa i piedi e gli impulsi di muoversi verso il suolo, influenza i bisogni primari, le funzioni dell’escrezione e tutto ciò che è solido nel corpo, come le ossa, i denti e le unghie. Regola la parola e il senso dell’odorato ed ha quale controparte fisica le ghiandole surrenali. È la fonte della forza vitale ed è la radice del piano fisico. L’elemento legato al primo chakra è la <i>terra</i>. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">L’apertura, cioè il buon funzionamento di questo centro, si traduce in un'attitudine al piacere verso il lavoro fisico e manuale e in un atteggiamento laborioso propenso a coltivare la perseveranza. Il suo blocco o<i> ipoattività</i>, vale a dire la non armonizzazione di questo centro, si tradurrà in paure, mancanza di energia vitale e poca centratura. <i>L’iperattività </i>di questo chakra genera invece forme di cupidigia (nel senso di tendenza ad accumulare) sia sul piano materiale che sul piano intellettuale fino all’egoismo, all’avarizia e all’egocentrismo. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;</div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>SECONDO CHAKRA Swadhisthana chakra (centro sacrale).</b> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 7° al 14° anno e dal 56° al 63°. Associato al colore arancione. Il colore arancione è il risultato della mescolanza del colore rosso, collegato simbolicamente al piano materiale e del giallo invece associato al piano mentale – spirituale, rappresentando così la potenza creatrice dell’interazione tra la materia e lo spirito. Tale colore è perciò legato alle forze genetiche, alla fecondità, alla sessualità e a tutte le pulsioni istintive che ne derivano. È il colore di maggiore visibilità, che capace di richiamare l’attenzione a sé. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Situato circa tre dita circa sotto l’ombelico, è associato al senso del gusto ed è collegato all’elemento <i>acqua</i>. Le gonadi (i testicoli e le ovaie), in quanto ghiandole endocrine, ne costituiscono la controparte fisica. Il suo sviluppo, sul piano psicologico, nel bambino è legato al rapporto con il genitore di sesso opposto e nell’adulto al piacere, alla sessualità e alla capacità di lasciarsi andare. È collegato al diritto fondamentale a sentire e a provare piacere. Il risveglio di questo chakra è intimamente legato allo sviluppo dell’io personale e alla valorizzazione di sé stessi. Ciò implica il processo di conoscenza di sé attraverso la relazione con l’altro e soprattutto la capacità di attuare le cd. “scelte costituenti” (è infatti attuando delle scelte che ci affermiamo, ci valorizziamo e ci differenziamo dagli altri), che sono quelle in sintonia con la nostra vera natura e non con l’approvazione familiare o sociale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">È il centro della creatività, delle energie sessuali e delle emozioni primordiali allo stato puro, regola tutti i liquidi come il sangue, la linfa e i succhi gastrici. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Questo centro permette di catturare, per poi assimilare, l’energia vitale necessaria al mantenimento del corpo fisico. Governa le relazioni interpersonali, più che altro quelle con il sesso opposto; il suo buon funzionamento permette il controllo delle pulsioni sessuali ed è responsabile della vitalità sessuale. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">La disarmonia del centro determina una personalità molto influenzabile, possibilità di cali energetici e senso di tristezza.<i> L’iperattività</i> è responsabile di disturbi della sessualità come ossessioni, propensione alla pornografia, ninfomania e lussuria. <i>L’ipoattività </i>di questo chakra è responsabile della mancanza di piacere nella vita e di desiderio sessuale, anorgasmia e impotenza. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>TERZO CHAKRA</b> <b>Manipura chakra (centro solare). </b> </span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 14° al 21° e dal 63° al 70° anno. Associato all’elemento <i>fuoco</i> e al colore giallo, colore che brilla, che ci fa percepire il corpo come un’irradiazione dello spirito; simboleggia la luce che l’uomo emana, la maturità e la padronanza di tutte le dimensioni che formano la personalità. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Situato all’altezza dello stomaco, è abbinato al sistema digestivo (stomaco, milza, cistifellea, fegato) e al sistema nervoso autonomo. Regola il senso della vista.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il pancreas, in quanto ghiandola endocrina, ne costituisce la controparte fisica. È collegato al diritto fondamentale all’autoaffermazione.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il suo sviluppo naturale nel bambino è legato al rapporto con il padre. Questo centro è legato allo sviluppo dell’io personale (cioè la persona diviene capace di affermarsi e di esprimersi con pienezza) e il suo buon funzionamento conferisce capacità di entrare in relazione con gli altri con senso di discernimento, integrità e trasparenza, ciò che genera nell’adulto carisma e potere personale.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">È legato al diritto ad autoaffermarsi. L’acquisito di fiducia nelle proprie facoltà conferisce alla persona una natura fiera, leale capace di accogliere le sfide importanti e di portare a termine i progetti. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il funzionamento disarmonico produce una tendenza all’insoddisfazione e alla superficialità: l’individuo cerca in tutte le direzioni, senza riuscire ad individuare obiettivi e a trovare appagamento<i>. </i>La sua <i>Iperattività</i> genera aggressività, rabbia, giochi di potere, iperattività e megalomania. <i>L’ipoattività</i> invece porta una tendenza alla sottomissione, alla bassa autostima, all’immaturità, all’ansia e ad una difficoltà o incertezza nell’agire. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>QUARTO CHAKRA</b> <b>Anahata chakra (centro cardiaco).</b></span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 21° al 28° e dal 70° al 77° anno. Associato al colore verde. Il colore verde è sempre stato legato al processo della trasmutazione, pensiamo ad esempio alla fotosintesi, ed è simbolo di rigenerazione; è il colore per eccellenza della primavera. Viene associato alla dimensione del femminile, dell’accoglienza. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Situato al centro del petto, è collegato alla parte superiore della schiena, al torace e alla parte bassa dei polmoni. Influenza la ghiandola del timo (che ne è la controparte fisica), controlla il senso del tatto, governa il sistema circolatorio, il sistema locomotorio, la respirazione e la deglutizione ed è associato all’elemento <i>aria</i>.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il chakra del cuore può essere considerato come il centro dell’intero sistema dei chakra, in quanto collega i primi tre centri, fisici ed emotivi, ai tre chakra superiori, mentali e spirituali. Il suo sviluppo nel bambino è associato al rapporto tra madre e padre, che, se armonico, produce in età adulta empatia, apertura e fiducia. Il diritto fondamentale al quale lo possiamo associare è quello ad amare e ad essere amato. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Questo centro è funzionale al passaggio della persona verso un livello di coscienza diverso, nel senso che, grazie alle qualità personali acquisite con l’espansione dei primi tre chakra, essa può iniziare ad aprirsi all’altro con un atteggiamento di dono e servizio (cioè senza l’idea di contropartita e con un profondo senso di rispetto per le caratteristiche e le qualità dell’altro); in sostanza, l’altro cessa di essere un prolungamento narcisistico di noi stessi così che la persona acquisisce pienezza, diviene capace di un’esistenza autonoma e perciò diviene davvero amabile. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><i>L’iperattività</i> di questo centro può provocare nella persona la sensazione di essere deprivata o invasa nei rapporti con gli altri e un atteggiamento di richiesta verso l’altro per la soddisfazione dei propri bisogni, o anche attaccamento ed eccesiva preoccupazione per il prossimo.<i> L’ipoattività </i>provoca freddezza emotiva, anaffettività, insensibilità, indifferenza e cinismo. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <b class="fs14lh1-5">QUINTO CHAKRA Vishudha chakra (centro laringeo).</b></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 28° al 35° e dal 77° al 84° anno. Associato al colore blu (azzurro). L’azzurro è un colore endodermico e centripeto, poiché fa parte dei colori freddi ed è considerato assorbente e dunque associato alla dimensione del femminile, che incarna la capacità di mettersi all’ascolto dell’ambiente circostante. È un colore che evoca immensità e la trascendenza, è il colore del cielo. In alcune antiche tradizioni (in primis quella Tibetana) evoca la saggezza ed è anche il colore della verità, che libera dalle illusioni e permette di raggiungere il grande vuoto liberando la coscienza dai limiti del tempo e dello spazio. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Si trova alla base della gola tra la fossetta giugulare e la laringe ed è collegato alla tiroide, che ne è la sua controparte fisica. Controlla il senso dell’udito, la pelle, la bocca e la respirazione. Il diritto fondamentale al quale è associato è quello ad esprimersi e l’elemento al quale è legato è il <i>suono</i>.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il suo sviluppo per il bambino è legato al rapporto con gli altri (quindi parenti, amici e insegnanti) che, se è stato armonico, porterà la persona in età adulta ad avere una soddisfacente e competente capacità comunicativa e di espressione di sé in ogni ambito, senza maschere, con un’attitudine di completa fiducia nell’altro senza necessità di barriere e protezioni e senza necessità di acquisire delle certezze al suo riguardo (accettando così l’incertezza inevitabile che l’altro è un essere libero e può comportarsi, quindi, in maniera del tutto imprevedibile). &nbsp;Questa apertura totale comporta una messa a nudo della persona, che permette di trascendere l’istinto di sopravvivenza e, in questo modo, accedere ad un nuovo ordine di cose. &nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">La comunicazione, autentica e aperta, è veicolata attraverso la parola, che acquisisce così molta forza e grande capacità di persuasione. Ne risulta accresciuta anche la percezione intuitiva, in quanto chi si apre all’altro diviene a sua volta più ricettivo.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><i>L’ipoattività</i> del centro laringeo determinerà nella persona la difficoltà ad esprimere pienamente pensieri e sentimenti ed a stabilire relazioni di scambio basate sull’integrità e sulla trasparenza, rimanendo pervasa dal dubbio e dal timore di essere oggetto di critiche e di ostilità da parte degli altri: la persona perderà la coerenza delle proprie azioni rispetto alle intenzioni e ai sentimenti e resterà privata di qualsiasi potenzialità creatrice e ciò porterà ad una difficoltà a socializzare; invece una<i>iperattività</i> di questo chakra è responsabile di un linguaggio elaborato e logorroico e di una tendenza all’iper-razionalità. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>SESTO CHAKRA</b> <b>Ajana chakra (centro frontale).</b></span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 35° al 42° e dal 84° al 91° anno. Associato al colore indaco. Il colore indaco è connesso alla notte e la notte, nella prospettiva della psicanalisi e delle scienze misteriche, richiama l’inconscio, la realtà più profonda, ciò che è nascosto e invisibile nell’essere umano. L’indaco viene anche considerato, in alcune antiche tradizioni, il colore dell’ispirazione elevata e della tramutazione.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Ha sede sulla fronte, sopra la radice del naso tra le sopracciglia. È collegato alla ghiandola ipofisi, che ne è la controparte fisica. È associato al volto, occhi, orecchie e naso e al cd. sesto senso. Il diritto fondamentale correlato è quello alla chiarezza e all’elemento luce.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">È la sede delle più elevate facoltà mentali, della memoria e della volontà, che con l’armonizzazione del centro vengono via via permeate dalla particolare virtù di sapere riconciliare i contrari, abbandonando posizioni di confronto e dualistiche (conciliando passato, presente e futuro, alleando maturità e giovinezza nella visione del mondo e nei comportamenti, gestendo sempre meglio le dimensioni maschili e femminili della personalità). Nello sviluppo del bambino è associato al rapporto con l’immaginario e con la meraviglia, che nell’adulto genererà chiarezza e un forte senso dell’intuizione. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Il risveglio di questo centro conduce l’uomo a saper irradiare la potenza dell’amore nato dalla relazione autentica con l’altro ed a diventare consapevoli dello stretto legame che unisce tutte le creature, avvertendo un senso di comunione e attenzione verso i particolari bisogni di chi ci circonda (senza annullare la nostra individualità e le nostre qualità proprie). La persona è portata a maturare un senso sempre più profondo di compassione universale e di perdono, in quanto diviene consapevole che la sua piena e completa liberazione è collegata a quella degli altri. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><i>L’ipoattività</i> di questo centro porta la persona a non essere in contatto con il proprio spirito interiore ed a farsi influenzare da valori esterni, imitando e identificandosi in correnti di pensiero e mode del momento. Avrà così tendenza a scontrarsi con l’altro, perché vedrà in lui la diversità e non la complementarietà e coltiverà atteggiamenti asociali o ostili, ritirandosi in una sorta di megalomania intellettuale o spirituale, volta alla costante ricerca di affermazione a scapito degli altri, con una perdita del senso della bellezza e con confusione sul vero senso delle cose. La sua <i>iperpulsazione</i> invece può portare l’individuo a vivere in un mondo illusorio fatto di sogni e fantasie. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><b>SETTIMO CHAKRA Sahasrara chakra (centro coronale). </b> </span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Più attivo dal 42 al 49° e dal 91° al 98° anno. Associato al colore viola. Questo colore evoca spiritualità e saggezza, sintonizzarsi su di esso consente di abbandonare ogni forma di razionalità e logica. Simboleggia l’illuminazione e la ricerca dei significati più profondi della vita. Nella tradizione cristiana è il colore del pentimento e del raccoglimento. È la tonalità delle vesti delle liturgie usate durante i periodi di purificazione e cioè l’avvento e la quaresima. Il viola stimola la creatività e la concentrazione.</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Detto anche il chakra della corona, si trova sulla sommità della testa e ha come controparte fisica la ghiandola epifisi (detta anche pineale). Come il Chakra di base collega l’individuo alla Terra, questo centro ci mette in contatto con le Energie Cosmiche, con il nutrimento spirituale. Da esso scaturiscono le più alte energie umane e il suo risveglio corrisponde all’apertura della coscienza ai piani invisibili e sottili: è il centro del misticismo e della spiritualità, quello stato in cui l’individuo diviene capace di distaccarsi dal "mondo" e di evolvere liberamente in qualunque situazione si trovi, anche se a lui sfavorevole in quanto sa rimanere “ispirato” e sorretto dall’intuizione. L’elemento al qual è legato è <i>il silenzio,</i> inteso come silenzio interiore e cioè il contatto con la parte autentica e più profonda di sé, quella parte che è oltre la mente; il diritto fondamentale cui è collegato questo centro è il diritto al sapere, quel sapere universale ed eterno al quale accedono e ricercatori del divino. &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">Nello sviluppo del bambino è associato al rapporto reverenziale e armonico con la natura, che nell’adulto genera un profondo senso del divino, la connessione e la fiducia nell’energia universale. La sua <i>iperattività</i> nelle persone genera difficoltà a comprendere e a gestire le differenze tra i piani sottili e quelli materiali. Facilmente si entra in mondi illusori e con conseguente difficoltà a cogliere le differenze tra realtà e fantasia; porta a vivere il mondo come astrazione e, nei casi più gravi, potrà produrre allucinazioni, dogmatismo o ossessione religiosa, fino al sentirsi investiti da una missione spirituale, che può sfociare in stati deliranti. <i>L’ipoattività</i> di questo centro generalmente produce aridità spirituale, individualismo e una mancanza di senso verso l’esistenza. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> <i><b class="fs14lh1-5">Conclusioni</b></i></div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5">L’argomento meriterebbe una trattazione certamente più approfondita, che comunque non potrebbe esaurirsi in un testo scritto: originandosi dalla dimensione spirituale questi centri ne racchiudono l’essenza, pertanto il loro significato e le loro funzioni si percepiscono davvero, e gradatamente, solo predisponendosi ad uno stato meditativo e di quiete. Cessati i rumori mondani possiamo permetterci di iniziare ad ascoltare ed intravvedere le forme di energia spirituale da cui siamo circondati e dalle quali siamo costantemente ed amorevolmente nutriti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</div> <div class="imTAJustify"> <span class="fs14lh1-5"><br> &nbsp;</span></div> <div class="imTAJustify"> &nbsp;<i class="fs14lh1-5">Marc Candoli</i></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 14:15:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BIOENERGETICA – CLASSI DI ESERCIZI]]></title>
			<author><![CDATA[Marc Candoli]]></author>
			<category domain="https://www.artediessere.it/blog/index.php?category=Bioenergetica"><![CDATA[Bioenergetica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000003"><span class="fs16lh1-5">Parlare di Bioenergetica o farne esperienza</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">presuppone l’accettare che</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">mente e corpo sono</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">in rapporto tra loro e considerare che ciò che abbiamo e sentiamo dentro di noi (che si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">manifesta come pensieri ed emozioni) è collegato a ciò che di noi si vede e si percepisce</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">come forma (il corpo).</span><br role="presentation"><div><span class="fs16lh1-5">Potremmo anche dire che “d</span><span class="fs16lh1-5">entro</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">fuori</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">si influenzano reciprocamente, si specchiano e</span></div><span class="fs16lh1-5">interagiscono tra loro.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">La Bioenergetica nasce dalla Psicanalisi, quindi dalla ricerca sulla nostra psiche e su ciò che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">è celato nel nostro inconscio e in questa ricerca inserisce un elemento nuovo,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">il corpo</span><span class="fs16lh1-5">, come</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">strumento parlante e rivelatore.</span><br role="presentation"><img class="image-0" src="https://www.artediessere.it/images/foto-Lowen.jpg" title="Lowen" width="116" height="144" /><span class="fs16lh1-5">Alexender Lowen</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(1910 - 2008) è stato il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">padre</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">della Bioenergetica.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Egli sperimentò su di sé e comprese che il corpo si struttura (cioè si forma,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">cresce e si manifesta) in base allo sviluppo del carattere: cioè il nostro</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">corpo (e con esso la postura, le tensioni muscolari, il modo di respirare e di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">parlare) contiene la memoria della nostra storia, della nostra educazione,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">delle nostre credenze e di quello che via via ha caratterizzato nel profondo la nostra vita.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ciò accade perché è attraverso il corpo che noi interagiamo con quanto accade intorno a noi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">e il corpo ha la capacità di conservare la memoria dei sentimenti e delle emozioni legati ai</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nostri vissuti.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Per fare un semplice esempio pensiamo ad una persona che si trovi a vivere esperienze</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">spiacevoli oppure difficili o magari pericolose: essa potrà reagire in modi differenti,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">mettendo in atto meccanismi di difesa oppure sviluppando</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’indifferenza o</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">magari una</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">grande attitudine alla</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sopportazione; in seguito a queste esperienze, se ripetute, può</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">accadere (e accade) che la sua vitalità, le sue doti e la sua spontaneità si blocchino, oppure</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">rimangano latenti o addirittura vengano meno.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In modi e con intensità diverse questo accade a tutti noi e quando non abbiamo sufficiente</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">coscienza di come funzioniamo e dell’importanza di asc</span><span class="fs16lh1-5">oltare il corpo e suoi messaggi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">progressivamente possiamo arrivare a perderci, a volte senza accorgercene.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Una pratica costante degli “Esercizi bioenergetici” (</span><span class="fs16lh1-5">cui accennerò in seguito) può essere un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">utile strumento per riposizionarci sulla “via maestra”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">La Bioenergetica</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e l’analogi</span><span class="fs16lh1-5">a come strumento di indagine e scoperta</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tanti anni di osservazione, di studi e di pratica bioenergetica ci confermano che nel corpo si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">possano leggere e interpretare le manifestazioni dei nostri vissuti e che il lavoro sul corpo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">può portare a farli emergere e a liberare le nostre potenzialità, a darci benessere e tanto altro</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ancora.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In questo senso è significativo che già negli insegnamenti di molte antiche tradizioni, anche</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">a livello simbolico, il corpo era stato collegato a manifestazioni interiori o a qualità</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dell’essere umano</span><span class="fs16lh1-5">: ad esempio la testa messa in relazione con la mente, con il pensare e lo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">spirito; poi le membra associate con gli aspetti materiali, con il soma (quattro membra come</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco); infine il tronco, associato allo psichico e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">all’anima,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">come ponte di collegamento tra i primi due.</span><span class="fs15lh1-5">2</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In Oriente e nelle tradizioni indigene di ogni parte della Terra la coscienza del rapporto tra</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">mente, corpo ed emozioni è rimasta sempre presente e si è evoluta in molteplici forme,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">influenzando, ad esempio, i metodi di interpretazione e di cura degli stati di malattia</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">(ricordiamo la medicina ayurvedica e la medicina tradizionale cinese).</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Nel nostro Occidente, invece, tale coscienza si era progressivamente smarrita nel corso dei</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">secoli per ragioni culturali ed evolutive a vantaggio del razionalismo e del progresso</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">scientifico.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">William Reich</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(1897 - 1957), brillante allievo di Sigmund Freud, n</span><span class="fs16lh1-5">ell’era</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">moderna occidentale individuò e codificò le prime</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">mappe</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">contenenti le</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">interrelazioni mente-corpo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Per la sua storia e il suo temperamento egli ruppe i dogmi freudiani</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">iniziando a curare i suoi pazienti avendo un contatto diretto con loro, in un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sitting vis à vis, contrariamente alla metodica sviluppata da Freud dove il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">terapeuta non aveva nessun contatto fisico con il paziente.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Egli iniziò ad osservare che le persone a lui affidate, quando durante la seduta si inoltravano</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">in argomenti per loro emotivamente coinvolgenti, avevano reazioni fisiche e fisiologiche</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che egli fu in grado gradualmente di codificare: ad esempio, quando il paziente entrava in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">contatto con argomenti che suscitavano in lui rabbia aveva tendenza ad arrossire, a contrare</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">la mandibola e ad avere un innalzamento delle pulsazioni cardiache e della pressione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sanguigna.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Anche la medicina negli anni</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">‘</span><span class="fs16lh1-5">50 iniziò riconsiderare che tra la mente e il corpo ci sono</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">delle relazioni ed oggi è sempre più chiaro a tanti quello che peraltro già ai tempi di Socrate</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">era noto e cioè che di fronte ad uno stato malattia si può ipotizzare di ricercarne le cause (e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">le soluzioni) considerando anche le componenti psico</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">–</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">somatiche.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Di fronte alla malattia o a disturbi che possono affliggerci è piuttosto comune la tendenza a</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">de-responsabilizzarci: parliamo spesso di predisposizione familiare, di difetto genetico, di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">batteri,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">virus,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">qualcuno</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">addirittura</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dà</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">colpa</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">al</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">destino,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">oppure</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ancora</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">al</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">fumo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">al</span><span class="fs16lh1-5">l’inquinamento.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In certe situazioni però occorre anche chiedersi come mai certi fattori, rimasti dormienti per</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">tanti anni, si sono attivati proprio in un certo momento della nostra vita; oppure perché in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">uno stesso nucleo familiare con le medesime abitudini un membro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">si ammala e l’altro no.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Anche chi volesse rimanere</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">all’interno di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">una visione rigidamente scientifica e razionale</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">non credo possa più negare, ad esempio, che esista una relazione tra le alterazioni del</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sistema immunitario e lo stress.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ma possiamo andare oltre e cogliere spunti di riflessione e interpretazione assai utili, senza</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">con ciò rinnegare i conseguimenti scientifici, anche dagli antichi insegnamenti tradizionali</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">–</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ermetici</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che utilizzavano lo strumento dell’analogia</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(</span><span class="fs16lh1-5">o del cd. “pensiero verticale”) per</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">leggere la realtà.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">E</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">anche</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">in</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Bioenergetica</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">proprio</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’analogia</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(nel</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">senso</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">intuizione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">scaturita</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dall’o</span><span class="fs16lh1-5">sservazione) consentì a Reich, a Lowen e a coloro che li hanno seguiti di elaborare un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sistema di conoscenze e di arte pratica davvero efficace e stupefacente, che ancora oggi si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sta sviluppando verso conseguimenti nuovi.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Comprendere può essere un’</span><span class="fs16lh1-5">occasione di crescita</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e di responsabilizzazione: un’</span><span class="fs16lh1-5">occasione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">preziosissima per avvicinarci alle nostre debolezze o a certe tendenze legate alla nostra</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">struttura psicocorporea (che ha cercato di adattarsi al meglio e come ha potuto agli eventi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">della vita) e dunque andare verso quello che siamo veramente.</span><span class="fs15lh1-5">3</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Come ha scritto Luciano Marchino (nel libro “La forza e la grazia”): “Non possiamo entrare</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dentro di noi se prima non dissolviamo le tensioni che ce lo impediscono”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">* * *</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Nelle tradizioni antiche</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">si dice che quello che è fuori è come quello che è</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dentro e quello che è dentro è come quello che è fuori e come in alto così in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">basso (Ermete Trimegisto).</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Gli antichi insegnamenti ci dicono quindi che osservando il piano materiale</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">possiamo accedere ai piani sottili e lo strumento interpretativo che abbiamo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">a disposizione è</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">meraviglioso e consiste nell’analogi</span><span class="fs16lh1-5">a.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Eduard Bach in un suo libro sosteneva che osservando una pianta, come si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">presenta, dove cresce, le sue forme, le nervature delle foglie, la forma e il colore dei fiori si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">possono intuirne le proprietà e le caratteristiche.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Lo stesso afferma Jan White scopritore delle proprietà energetiche dei fiori australiani: i</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">su</span><span class="fs16lh1-5">oi libri sono un esempio di pensiero analogico e l’efficacia dei suoi conseguimenti ha</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ricevuto riconoscimento, anche da parte della comunità scientifica, in tutto il mondo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tutti noi possiamo utilizzare lo stesso sguardo per cogliere in maniera più profonda la</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">realtà.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Vorrei qui accennare a qualche esempio avendo riguardo agli organi del corpo umano:</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">osservandoli attentamente potremo scoprire che anche la loro forma è rivelatrice della loro</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">funzione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">del</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">loro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">significato</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">così</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">focalizzandoci</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sugli</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">squilibri</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">possono</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">affliggerli, potremo trarre spunti per comprendere le cause di quelle afflizioni e quindi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">vedere quale parte di noi (dei nostri pensieri, emozioni, atteggiamenti) può essere coinvolta</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">e iniziare a porvi rimedio. Cominciamo dal</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">cuore</span><span class="fs16lh1-5">, l’organo che simboleggia per eccellenza</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">la vita e l</span><span class="fs16lh1-5">’amore. La sua forma è associabile</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">al cono, che è composto da un cerchio e da un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">asse verticale.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Nelle scienze antiche il cerchio, la sua rotondità, era simbolo di accoglienza, di recettività,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">delle attitudini femminili mentre</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’</span><span class="fs16lh1-5">asse verticale richiama il principio maschile, il dare, il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">donare.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">La funzione del cuore è di pompare dentro e portare fuori.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Una problematica che affligge il cuore può metterci in contatto con una difficoltà nella</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">capacità di dare e/o di ricevere, di abbandonarsi e/o di accogliere. Che cosa</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">è l’amore se non</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">il bisogno di ricevere e quello di donare?</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Questi spunti possono essere importanti per la pratica bioenergetica, vedremo infatti</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">studiando le tipologie caratteriali che ciascuna di esse,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">in modo diverso, per la “ferita</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">originaria” ricevuta</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">manifesterà degli squilibri nella capacità di amare.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ora prendiamo in esame la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">pelle</span><span class="fs16lh1-5">. Qual’è</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la sua forma? La sua forma siamo noi: la pelle</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">individua la nostra identità, ci rende visibili, delimita i nostri confini, il nostro spazio, le</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nostre differenze, le nostre caratteristiche senza le quali non possiamo vivere; ma è anche la</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nostra difesa e la protezione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">verso l’esterno</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(pensiamo a un grande ustionato, che non ha più</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">difese verso l’esterno e deve essere messo in un ambiante totalmente sterile</span><span class="fs16lh1-5">). Se osserviamo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">poi la struttura cellulare delle pelle scopriremo che le cellule sono strutturate come mattoni</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">(i mattoni che costruiscono la nostra identità) ed è fatta anche dei pori che consentono il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">co</span><span class="fs16lh1-5">ntatto con l’esterno, l’apertura verso l’esterno rimanendo se stessi.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Quando insorgono problematiche di pelle, dalle più comuni come un arrossamento a quelle</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">più serie come eczemi, psoriasi ecc,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’occasione sarà</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di interrogarci sulla nostra capacità ad</span><span class="fs15lh1-5">4</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">esempio di mantenere o dare confini tra noi e gli altri, sulla nostra capacità di proteggerci o</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">di dire no. Oppure di interrogarci su come ci percepiamo rispetto agli altri, sulla nostra</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">identità, se ci sentiamo realizzati o se viviamo per compiacere l’altro o per es</span><span class="fs16lh1-5">sere come</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">crediamo che ci vogliano (ad esempio una paura può essere che, se mi mostro per quello che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sono, sarò rifiutato o emarginato).</span><br role="presentation"><span class="fs20lh1-5">Le strutture caratteriali</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ma ritorniamo alla Bioenergetica, avendo presente quell’affermazione di Alexender Lowen</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">(ripresa poi da tutti gli studiosi che lo hanno seguito) secondo cui “il corpo si st</span><span class="fs16lh1-5">ruttura in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">base allo sviluppo del carattere”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ebbene A. Lowen individuò cinque strutture caratteriali di base che si sviluppano in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">conseguenza di cinque diritti fondamentali negati nella prima infanzia.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Questi diritti negati costringono l’organismo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">a creare un sistema di difesa e una visione del</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">mondo che egli definì “</span><span class="fs16lh1-5">armatura caratteriale</span><span class="fs16lh1-5">”,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che limita l’espressività, la respirazione, che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">imbriglia nelle tensioni muscolari il potenziale e la vera natura del soggetto.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Accade così che le tensioni sostituiscono le sensazioni.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">L</span><span class="fs16lh1-5">’essere umano nasce</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">normalmente privo di tensioni psicosomatiche, egli sa e riesce ad</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">esprimere spontaneamente i bisogni, i sentimenti e le emozioni attraverso il corpo e il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">respiro ed è sufficiente osservare un bambino per comprendere a pieno questa affermazione:</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">quando un bambino si arrabbia picchia i pugni, pesta con i piedi, oppure quando cerca</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">affetto</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">si protende con tutto il suo essere verso il suo oggetto d’amore allungando le braccia.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ma se riceve un divieto, un rifiuto da parte</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dell’adulto rispetto alle sue emozioni, se l’amore</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che può ricevere è subordinato a delle condizioni, egli dovrà inibire prima di tutto i suoi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">desideri e i sentimenti, poi i movimenti che danno loro espressione e di conseguenza i</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">muscoli preposti.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ciò non vuole dire che la persona non avrà più il moto emozionale che dal sé (il nucleo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">centrale dell’essere governato da pulsioni biologiche) va verso l’io (</span><span class="fs16lh1-5">la parte di noi che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">potremmo definire come governata da pulsioni psicologiche), ma che lo dovrà bloccare e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">imbrigliare costringendo il suo sistema a creare tensioni che si trasformeranno in blocchi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nelle fasce muscolari preposte al</span><span class="fs16lh1-5">l’</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">espressione del sentimento.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Se il divieto alla libera espressione del sentimento da parte del genitore o di chi per esso</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">permane, il blocco muscolare diventerà cronico e contribuirà alla formazione di una</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">visione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">distorta dell’esistenza che entrerà a fare parte della struttura caratteriale e dell’armatura</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">muscolare dell’adulto,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">il quale diventerà incapace di esprimere il sentimento o</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’emozione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">bloccata, che spesso non avvertirà più o dalla quale potrà essere spaventato</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Accenniamo dunque alle</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">cinque tipologie caratteriali</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e alle loro principali caratteristiche.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tipologia caratteriale schizoide</span><span class="fs16lh1-5">. Lowen la descrive per la prima volta nel 1958</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nel suo libro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">il linguaggio del corpo</span><span class="fs16lh1-5">” dedicando poi all’argomento</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">un intero libro:</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">Il tradimento del corpo</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In questa tipologia il diritto negato è quello ad</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">esistere</span><span class="fs16lh1-5">. Questa struttura si sviluppa</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">generalmente tra 0 e 6 mesi di vita e si origina dalla presenza di una madre ostile,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">fredda o che in qualche maniera, anche inconsapevolmente, rifiuta il figlio. Il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">bambino si ritrova in un ambiente ostile e si sente costantemente minacciato</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">quindi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">deve ritirarsi all’interno di se s</span><span class="fs16lh1-5">tesso, inventarsi un suo mondo alternativo per sfuggire</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">a quello esterno e per non sentire il terrore.</span><span class="fs15lh1-5">5</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il paradosso di questa struttura è che per esistere non deve esistere. Tutta la sua energia</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">vitale a</span><span class="fs16lh1-5">ndrà verso l’alto nella testa,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">non sentirà il corpo, si identificherà con le sue idee,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">tendenzialmente diventerà un creativo, un intellettuale oppure un mistico.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Come meccanismo compensativo avrà l’illusione di “essere speciale”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il corpo dello schizoide generalmente appare immaturo, denutrito, contratto e più giovane</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dell’età reale. Ener</span><span class="fs16lh1-5">geticamente è un corpo scarico e frammentato, le estremità sempre</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">fredde. La testa e il corpo sembrano appartenere a due persone diverse, unite da un collo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">piuttosto lungo. Generalmente si riscontra una forte asimmetria tra lato destro e lato sinistro</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">del corpo ma anche in certi soggetti tra parte bassa e parte alta. Ha generalmente uno</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sguardo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sfuggente</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">un</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">forte</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">blocco</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">oculare,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">non</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">riesce</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">a</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sostenere</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">lo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sguardo.</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">riscontrano contrazioni a giunture, collo e diaframma.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tipologia caratteriale orale</span><span class="fs16lh1-5">. Lowen la descrive nel suo libro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“L</span><span class="fs16lh1-5">a depressione e il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">corpo</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il diritto negato è quello ad</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">avere bisogno</span><span class="fs16lh1-5">.</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Il bambino viene ben accolto alla</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nascita, ma se nella fase successiva che andrà dai 6 ai 18 mesi (dove ha bisogno di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">calore, di essere toccato e sostenuto) non riceve cure soddisfacenti da una madre</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che per vari motivi non è adeguatamente presente, egli si sentirà deprivato.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Quando il bambino piange e si protende nessuno arriva e, se ciò si ripete, egli</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">inizialmente spenderà tutte le sue energie nel chiedere (fino ad arrivare ad una sensazione di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sfinimento) ma scoprirà poi che quando è esausto non percepisce più i suoi bisogni.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il paradosso di questa struttura è il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“bisogno di non avere bisogno”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Si svilupperà così un adulto con una carica energetica molto bassa, che dovrà imparare a</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">gestirsi energeticamente, cioè con difficoltà a mantenere le proprie posizioni e facilmente</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">preda di sconforto e di sentimenti di rinuncia.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il suo corpo sarà scarico con una tensione cronica alla mascella e alla gola. Le braccia</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">saranno deboli, il bacino scarico in avanti, la sensazione generale è quella di denutrizione.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Lo sguardo comunica bisogno e aspettative e la respirazione è debole.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tipologia</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">caratteriale</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">masochista</span><span class="fs16lh1-5">.</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">La</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">prima</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">descrizione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">questa</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">struttura</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">caratteriale è di Wilhelm Reich nel 1932; il diritto negato è quello ad</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">imporsi</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il carattere masochista si viene a creare tra i 18 e i 24 mesi di vita nella fase in cui</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">bambino inizia a rivendicare un’</span><span class="fs16lh1-5">identità personale, quindi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">a dire dei “no”</span><span class="fs16lh1-5">, ma si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">trova di fronte ad una madre che ha un forte bisogno di mantenere il proprio</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">potere; essa lo eserciterà nella relazione con il figlio principalmente attraverso il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">controllo sull’evacuazione e sulla nutrizione varcando i conf</span><span class="fs16lh1-5">ini personali del</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">bambino attraverso ad esempio la colpevolizzazione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">(“se non fai così la mamma sta male”).</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">I comportamenti della madre genereranno collera nel piccolo, che però non potrà esprimerla</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">perché ricattato dalla paura di perdere il suo amore e il suo sostegno (la madre). Dovrà così</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">mettere in atto tutta una seria di meccanismi per non percepire la sua rabbia sviluppando</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">una struttura muscolare idonea ad imbrigliarla e rinunciando alla propria auto-assertività.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Svilupperà un carattere improntato a</span><span class="fs16lh1-5">lla comprensione dell’altro, diventerà provocatorio,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">lamentoso e si sacrificherà per compiacere il suo prossimo. Il suo messaggio interiore sarà</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">“se sono bravo sarò amato”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">A livello corporeo si riscontreranno generalmente una forte tensione alla gola e al collo che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">apparirà insaccato, il torace e il diaframma tesi, le pelvi rigide.</span><span class="fs15lh1-5">6</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il corpo risulterà molto muscoloso e come compresso e ciò sarà ben visibile nella schiena</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">mentre lo sguardo trasmette tristezza e malinconia.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tipologia caratteriale psicopatica</span><span class="fs16lh1-5">. La prima descrizione di questa struttura si</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">rinviene nel libro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“B</span><span class="fs16lh1-5">ioenergetica</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di A. Lowen. Il diritto negato è quello ad</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">essere</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">autonomo</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il carattere psicopatico si sviluppa tra i 18 mesi e il terzo anno di vita del bambino</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">attraverso la manipolazione del genitore del sesso opposto, con una seduzione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">anche velatamente di tipo sessuale. Il maschietto diventa “l’ometto della mamma”</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">e la bambina</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“ la principessina del papà”.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Questo tipo di carattere si origina</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">spesso all’interno di una coppia in crisi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che usa i bambini</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">per compensare e/o mettere il figlio contro il genitore del sesso opposto (il bambino viene</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ad esempio invitato a dormire con la mamma nel lettone).</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In sostanza viene chiesto, spesso inconsapevolmente, al figlio di dare sostegno all</span><span class="fs16lh1-5">’adu</span><span class="fs16lh1-5">lto</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">contro l’altro genitore e di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sfidarlo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il bambino così è portato a diventare il genitore del suo genitore, lo deve nutrire e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">proteggere. Da questo scaturisce uno sfal</span><span class="fs16lh1-5">samento del senso di realtà e un’</span><span class="fs16lh1-5">illusione di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">potenza, creando un adulto incapace di abbandonarsi, di chiedere e di farsi supportare.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il bambino però non dispone dell’energia per fare questo e così è costretto a</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">crearsi un falso</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">io, che si traduce nel corpo in un spostamento dell’energia verso l’alto, con spalle e torace</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ipertrofici, forti tensioni alla base del cranio e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">diaframma bloccato verso l’alto. Le gambe e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">soprattutto le caviglie saranno molto deboli visto che l’illusione di potenza non è supportata</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">da dati di fatto. Le pelvi sono bloccate e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">le sensazione si arrestano nell’area gen</span><span class="fs16lh1-5">itale.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Caratterialmente da adulti troveremo individui manipolatori e arroganti, ma anche seduttivi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">soprattutto attraverso lo sguardo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Tipologia caratteriale rigida</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">È la struttura caratteriale più matura che ha passato tutte le varie fasi del suo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sviluppo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">in</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">maniera</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">soddisfacente.</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">diritto</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">negato</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">è</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">quello</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ad</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">amare</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sessualmente</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">La frustrazione all’origine</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">del</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">diritto negato nasce all’inizio della fase edipica,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">quando il bambino si protende verso il genitore di sesso opposto con tutto il suo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">essere; il bambino non conosce la differenza tra il suo cuore e i suoi genitali e un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">genitore sessualmente frustrato o irrisolto può sentirsi minacciato (o imbarazzato) dalla</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sessualità del figlio e respingerlo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il bambino sentirà il rifiuto e dovrà dunque inibire la propria c</span><span class="fs16lh1-5">arica di amore verso l’altro</span><span class="fs16lh1-5">,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">scindendo l’affettività e la sessualità. Questo messaggio creerà nell’adulto</span><span class="fs16lh1-5">, spesso molto</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">attraente,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">una difficoltà nell’unire amore e sessualità. Il suo corpo sarà ben sviluppato con</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">forti tensioni nella schiena, nella mascella e nel diaframma. Lo sguardo è luminoso, sfumato</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">da un velo di tristezza.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Dalla precedente sintesi sulle tipologie caratteriali possiamo già intuire come ciascuna</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">struttura sia più o meno predisposta al manifestarsi di certe patologie o afflizioni.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Va precisato però che anche le descrizioni molto più estese e specifiche delle tipologie</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">caratteriali devono essere considerate solo come</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">mappe</span><span class="fs16lh1-5">”, cioè come strumenti indicatori di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">una</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">direzione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ricerca</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">indagine,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ma</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">mai</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">come</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">soluzione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">matematica</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">un’equazione.</span><span class="fs15lh1-5">7</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Questo perché innnzitutto assai difficilmente incontreremo una tipologia caratteriale “pura”</span><span class="fs16lh1-5">,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ma soprattutto perché l’essere umano è misteriosamente semplice e complesso al tempo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">stesso e ha la capacità di attingere a risor</span><span class="fs16lh1-5">se di crescita e guarigione che si trovano all’interno</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">all’esterno di lui.</span><br role="presentation"><span class="fs20lh1-5">Le classi di Esercizi Bioenergetici</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Le classi di esercizi bioenergetici sono gruppi di persone che, con la guida e l'aiuto di un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">conduttore, eseguono specifici esercizi volti a sciogliere le tensioni muscolari nelle diverse</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">aree del corpo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Gli esercizi (costituiti da sequenze di movimenti o posizioni statiche associati a specifiche</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">modalità di respirazione) incidono direttamente sui blocchi muscolari permettendo così</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">all’energia</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">vitale e alle emozioni di liberarsi.</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">La persona è così agevolata a entrare in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">contatto con quelle parti di sé che si erano chiuse alla percezione, ritrova la spontaneità nei</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">movimenti</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">nel</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">respiro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">aumenta</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">quindi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">proprio</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">livello</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">consapevolezza</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dei</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">meccanismi psicocorporei e della loro origine.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Elementi fondamentali delle Classi di Esercizi sono il</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Grounding</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Respirazione</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Il concetto di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">grounding</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">fu introdotto da A. Lowen e potremmo tradurlo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nella</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">capacità di stare sulle proprie gambe sulla terra</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5">.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ma è il significato simbolico che ci porta a una maggiore comprensione di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">questa parola: una persona con un</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">buon grounding</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">è una persona in pieno</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">contatto con la realtà,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con l’ambiente</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e con il proprio sentire, che è in grado di</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">comprender</span><span class="fs16lh1-5">e dove sono i suoi confini e quali sono quelli dell’altro ne</span><span class="fs16lh1-5">lle varie</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">situazioni della vita: è una persona responsabile e consapevole.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Queste attitudini di “competenza” della persona rispetto alla realtà si possono acquisire</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">proprio</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">attraverso</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">pratica,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">cioè</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">lo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">stare</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dentro</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">quella</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">posizione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">del</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">corpo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sperimentarne i messaggi e le reazioni che si producono in noi.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Gli</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">esercizi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">grounding</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ci</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">portano</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">subito</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">in</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">contatto</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">le</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">gambe</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">le</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">tensioni</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">immagazzinate in loro, che tutti noi abbiamo e che inibiscono il flusso energetico verso la</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">terra.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Con la pratica emergono fenomeni del tutto naturali come vibrazioni e movimenti spontanei</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che hanno a che fare con la scarica energetica e, di conseguenza, lo scioglimento delle</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">tensioni.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Vorrei qui accennare</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">al fatto che si può parlare anche di “</span><span class="fs16lh1-5">grounding orizzontale</span><span class="fs16lh1-5">”, che</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ha a</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che fare con la capacità di arrendersi e di scivolare in noi per accedere ai livelli più profondi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dell’ess</span><span class="fs16lh1-5">ere. Si tratta di un inquadramento e di sperimentazioni che nascono dal lavoro del dr.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Malcom Brown, padre della Organismica.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">La</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">respirazione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">non è solo un cardine della pratica bioenergetica ma anche di tutte le</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">pratiche psicocorporee.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Durante le Classi di Esercizi le persone vengono normalmente invitate a lasciarla libera e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">spontanea</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e ciò specie all’inizio</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">può risultare molto difficile (visto che la respirazione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">rispecchia lo stato di tensione interiore). A volte fare un bel respiro rumoroso a bocca</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">spalancata, magari con</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’uso della</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">voce,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">può essere un’esperienza che crea imbar</span><span class="fs16lh1-5">azzo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">(mentre per i bambini è la condizione naturale).</span><span class="fs15lh1-5">8</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ricordiamo anche che la respirazione è legata al livello di energia vitale e, come abbiamo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">detto,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">siccome</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">alcune</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">strutture</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">caratteriali</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">hanno</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dovuto</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">inibirla</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">attraverso</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">tensioni</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">muscolari per non sentire i propri bisogni, possiamo facilmente intuire come mai per alcuni</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">soggetti riattivarla (attraverso dei bei respiri profondi) può risultare difficile e addirittura</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">allarmante. Un maggiore flusso di energia può infatti risvegliare vecchi ricordi o antichi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">dolori e mettere il nostro sistema in allarme. Da qui l’importanza di svolgere il “lavoro”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">costanza e sotto la guida di un conduttore.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Ma nella pratica c’è un profondo rispetto dei tempi delle</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">persone, niente viene forzato</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">perché “il corpo restituisce</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e lascia andare solo quando è pronto</span><span class="fs16lh1-5">”: il corpo ha una sua</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">saggezza e una sua intelligenza alla quale la bioenergetica ci insegna ad affidarci, in quanto</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">le tensioni che ogni organismo ha creato sono state la risposta più adatta che egli è stato in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">grado di mettere in atto in un certo contesto.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">È però probabile che a certo punto della nostra vita le ragioni per il mantenimento di quelle</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">tensioni non ci siano più, ma la tensione ormai cronica sia rimasta. È il nostro sistema</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nervoso che inibisce gli stimoli costanti fino a renderli sordi.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Attraverso la pratica possiamo risentire quei blocchi, diventarne consapevoli e scioglierli</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">rimettendo in circolo e dunque a disposizione del nostro sistema quella energia vitale che</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">era intrappolata ritornando così via via in pieno possesso delle nostre facoltà.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Le classi di esercizi possono essere condotte con diverse modalità che tengono conto delle</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">maggiori</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">conoscenze</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">derivate</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dall’esperienza</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dagli</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">studi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">che</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">sono</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">seguiti</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">alla</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">codificazione della pratica che per primo effettuò A. Lowen.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Vorrei qui accennare a due modalità di conduzione delle classi: antistress e autoregolazione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">energetica.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Antistress: come spiega</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Luciano Marchino nel suo libro “L</span><span class="fs16lh1-5">a forza e la grazia</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5">, il primo</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">scopo della pratica è di ridurre, se non di eliminare, lo stress;</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’uomo</span><span class="fs16lh1-5">, come tutti sistemi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">energetici, ha due componenti: una attiva (di carica) e una passiva (di scarica) e la salute sta</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">nel mantenere bilanciate le due polarità. Questo può avvenire solo se vengono mantenute in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">equilibrio le due componenti del sistema nervoso autonomo, che devono funzionare in</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">maniera alternata: il sistema simpatico,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">preposto all’azione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e al dispendio di energia e il</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sistema parasimpatico, preposto ai processi di recupero energetici e al riposo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Se i due sistemi si attivano contemporaneamente né il dispendio né il recupero risultano</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">efficaci e si entrerà in una situazione di stress: ciò ad esempio accade quando per vari motivi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">una persona deve inibire e non agire le proprie emozioni sia negative, come rabbia e paura,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sia positive, come gioia e piacere: l</span><span class="fs16lh1-5">’inibizione g</span><span class="fs16lh1-5">enererà tensioni con conseguente blocco e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ristagno di energia che, non potendo scaricarsi, impediranno anche la ricarica del sistema:</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">da</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ciò</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">si</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">potranno</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">generare</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">disturbi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">psicosomatici</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">come</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">ansia</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">depressione</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">conseguenze anche sul corpo.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Nelle classi di esercizi bioenergetici antistress si lavora per riportare il sistema nel giusto</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">stato di alternanza: attraverso movimento, uso della voce e respirazione si induce un</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">innalzamento della “</span><span class="fs16lh1-5">carica</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">interiore per portare alla luce quello che è bloccato e sentire</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">quello che è fluido per passare poi ad una fase di</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">trattenimento</span><span class="fs16lh1-5">”,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dove si è portati a sentire</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">la propria realtà interiore, per passare infine alla</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">scarica</span><span class="fs16lh1-5">” vera</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e propria.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Per</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">molti</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">allievi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">classe</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">diventa</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">un</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">luogo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">protetto</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">dove</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">esprimersi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">liberamente</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">generalmente finito il lavoro le persone provano un senso di soddisfazione e di pace</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">interiore che deriva proprio dall’aver ristabilito il corretto funzionamento alternato del</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sistema simpatico e parasimpatico.</span><span class="fs15lh1-5">9</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Autoregolazione: in queste classi, dopo una prima fase dove si lascia libera espressione al</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">corpo facendo appello alla spontaneità, i partecipanti vengono invitati a portare</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">l’attenzione</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">all’interno, dai piedi alla sommità del capo</span><span class="fs16lh1-5">, attraverso esercizi di grounding. Si propongono</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">esercizi ad occhi chiusi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">con l’uso della voce e del</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">respiro finalizzati a potenziare la capacità</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">di sentire la propria realtà interiore cercando di migliorarla attraverso movimenti lenti,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">consapevoli e con le vibrazioni della voce.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Questa modalità favorisce la perdita di controllo, il dissolversi delle tensioni e aiuta ad</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">entrare in un spazio meditativo. In queste classi viene dato molto spazio al</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">“</span><span class="fs16lh1-5">grounding</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">orizzontale</span><span class="fs16lh1-5">”</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">favorendo l’insorgere di vissuti intim</span><span class="fs16lh1-5">istici.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Normalmente alla fine di tutte le</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">classi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">viene lasciato</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">uno spazio per consentire ai</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">partecipanti, se lo desiderano, di condividere la loro esperienza.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">* * *</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">In</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">questo</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">momento</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">storico,</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">grazie</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">anche</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">agli</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">interscambi</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">tra</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Oriente</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">Occidente,</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">disponiamo di molte tecniche per sviluppare il nostro potenziale e i nostri talenti, per</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">imparare come e perché funzioniamo in un certo modo, in buona sostanza, per conoscerci</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">meglio, stare meglio e aspirare alla felicità.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Non credo esista una tecnica migliore di altre, ma esiste certamente</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">la “buona tecnica” (e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">ovviamente il “buon insegnante”), che è quella che ha in sé sufficienti coerenza ed elasticità</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">per abbracciare i diversi aspetti del nostro essere (mi riferisco ai pensieri, alle emozioni e al</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">bene</span><span class="fs16lh1-5">ssere del corpo) all’interno del momento che si sta attraversando.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Detto più semplicemente, un metodo che tenga in considerazione la persona, la sua storia e</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">l’ambiente che la circonda.</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">Un lavoro serio e profondo in questo senso, partendo dal corpo - come accade nelle Classi</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">di Esercizi Bioenergetici - diviene e si trasforma col tempo (e in maniera assolutamente</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">naturale) in una forma efficace e</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">soddisfacente di “ricerca corpo–</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">psico</span><span class="fs16lh1-5">–</span><span class="fs16lh1-5"> </span><span class="fs16lh1-5">spirituale”: accade</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">che, entrando davvero in contatto con il piano materiale, possiamo accedere ai piani più</span><br role="presentation"><span class="fs16lh1-5">sottili dell’essere.</span><div><span class="fs16lh1-5"><br role="presentation">Marc Candoli</span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 16:26:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[“AMARE IL PROPRIO DEMONE” TRAMITE RESPIRO E MOVIMENTO]]></title>
			<author><![CDATA[Flavio Penizza]]></author>
			<category domain="https://www.artediessere.it/blog/index.php?category=Bioenergetica"><![CDATA[Bioenergetica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000001"><div>La considerazione del corpo nella psicoterapia comincia proprio dall'attenzione con cui</div><div>Reich osserva le modalità di respirazione dei suoi pazienti, cioè i modi di trattenimento</div><div>del respiro.</div><div>Il filo conduttore dell’esplorazione proposta si può così riassumere: “inspirare” significa</div><div>prendere, far proprio, affermare il proprio diritto; “espirare” significa lasciar andare e</div><div>lasciarsi andare.</div><div>Fin dall'antichità, nel mondo greco e orientale questa forza è stata definita con vari</div><div>nomi: “prana”, “Qi”, “pneuma”, ecc.. Reich l’ha definito “orgone”.</div><div>Il respiro è così strettamente connesso con la vita che è stato identificato con lo spirito</div><div>vitale, che nell'evoluzione dell’esistenza cosmica è possibile identificare a tre livelli cui</div><div>corrispondono le tre dimensioni fondamentali della respirazione: la dimensione</div><div>biologica e corporea, quella mentale-cosciente e inconscia, infine quella più ampia che</div><div>riguarda il nostro rapporto con l’universo intero e con l’energia vitale-spirituale.</div><div>Dunque, noi esseri umani, come ogni forma di vita, siamo in contatto con l’energia vitale</div><div>attraverso il respiro: “inspirare” significa letteralmente portare dentro di sé l’energia di</div><div>vita; “espirare” significa lasciare che l’energia fluisca da noi ritornando nel flusso</div><div>cosmico.</div><div>Sullo sfondo dell’identità funzionale fra il corpo e la mente, il respiro e il movimento</div><div>sono le due funzioni corporee più importanti, insieme al sentire e all’espressione.</div><div>La restrizione del respiro e la limitazione del movimento sono la controparte fisica dei</div><div>conflitti psichici.</div><div>Le modalità del respiro e del movimento determinano le varie gradazioni con cui</div><div>percepiamo il nostro corpo, in quanto un organismo percepisce solo il movimento del</div><div>corpo e, tramite esso, le modificazioni dell’ambiente. La profondità del respiro influenza</div><div>l’intensità delle sensazioni del corpo, a loro volta connesse alle emozioni. E’</div><div>caratteristica una reciproca risonanza tra respiro e vissuti emozionali: come forti</div><div>emozioni stimolano il respiro, così l’attivazione di quest’ultimo aiuta l’emergere di</div><div>sentimenti repressi.</div><div>La dinamica della paura si è instaurata lungo i primi sei anni di vita, secondo la sequenza</div><div>della formazione dei blocchi emotivi determinati dalla ferita originaria, che è consistita</div><div>nella limitazione, se non negazione, di uno o più diritti naturali del bambino: il diritto di</div><div>esistere – con la conseguente struttura schizoide -, il diritto ad aver bisogno – ferita poi</div><div>2</div><div>contenuta con la difesa orale -, il diritto alla separazione – la cui negazione determina il</div><div>carattere simbiotico -, il diritto all’autonomia –la cui frustrazione porta poi all’ipertrofia</div><div>dell’io dello psicopatico -, il diritto ad imporsi col no – la cui soppressone dà origine al</div><div>masochismo -, il diritto ad amare sessualmente – la cui ostruzione sfocia nell’armatura</div><div>rigida.</div><div>In tutte queste forme di disagio psichico, attraverso la riduzione del respiro tramite</div><div>varie forme di contrazione di diaframma, gola e addome, viene mantenuta la</div><div>repressione e/o rimozione delle emozioni coinvolte nella ferita originaria.</div><div>Ma anche questa respirazione inadeguata - il cui scopo dovrebbe essere quello di</div><div>contenere, ridurre o illusoriamente annullare il dolore - produce, invece, ansia, irritabilità</div><div>e tensione.</div><div>Uno degli assiomi dell’Analisi Bioenergetica è che ciò che noi possiamo sentire è solo il</div><div>nostro corpo e quindi, di conseguenza, il grado e la profondità del sentire sta alla base</div><div>del processo di consapevolezza di sé.</div><div>La limitazione o la perdita della consapevolezza di sé è strettamente connessa alle</div><div>tensioni croniche che caratterizzano lo strato muscolare della nostra dimensione psico-</div><div>corporea – quello strato che nella rappresentazione che ne dà Lowen a cerchi</div><div>concentrici è il secondo, che sta tra il terzo – quello delle emozioni che circonda</div><div>direttamente il nucleo del cuore – e il primo – quello dell’Io e le sue difese, il più esterno</div><div>e superficiale.</div><div>Una tensione muscolare cronica è uno spasmo persistente e inconscio, divenuto</div><div>parte della struttura corporea, cioè del “modo di essere”. La sua funzione è quella di</div><div>trattenere o contenere un’emozione che non può essere espressa a causa di una</div><div>limitazione dovuta alla paura connessa alla ferita originaria.</div><div>Dunque, consapevolezza di sé significa consapevolezza del corpo, è sentire il fluire</div><div>delle sensazioni associate al respiro. Questo attiva una “padronanza” sia dello stato</div><div>fisico del corpo – presenza di aree di fluidità e/o di contrazione – sia della funzione</div><div>operativa o cognitiva o simbolica delle stesse aree.</div><div>Un esempio: chi non ha la percezione delle proprie gambe avverte un oscuro senso di</div><div>insicurezza, perché è assente la convinzione interiore che le gambe lo sosterranno.</div><div>Allora l’alternativa è o quella di pesare su qualcuno in un rapporto di più o meno</div><div>alienante dipendenza o sviluppare una nevrotica difesa, illusoria da parte dell’Io.</div><div>La mancanza di consapevolezza è causa del circolo vizioso illusione/delusione:</div><div>l’immagine che una persona ha di sé – forgiata in base alle proiezioni dell’Io - non</div><div>coincide con quella che presenta agli altri o che gli altri colgono. Questo scarto la</div><div>espone a risposte inaspettate, possibili fonti di delusioni.</div><div>Oltre che dal sentire, la consapevolezza di sé dipende dal movimento, strettamente</div><div>intrecciato alla sensazione e alla percezione: noi percepiamo ciò che si muove. Il primo</div><div>passo allora, è quello di suggerire alla persona certi movimenti che stuzzicano una data</div><div>tensione muscolare, così da percepirla come fonte di stress e, dunque, poterla così</div><div>identificare.</div><div>3</div><div>A questo si aggiunge un potenziamento della respirazione: un muscolo contratto non si</div><div>può muovere finché non è ricaricato di nuova energia che gli arriva sotto forma di</div><div>ossigeno e zucchero, i quali riattivano il processo metabolico del muscolo stesso.</div><div>Così, quando il respiro si approfondisce i muscoli tesi cominciano a vibrare</div><div>spontaneamente, come una molla liberata dalla tensione. Si genera una reciproca</div><div>benefica influenza: la vibrazione stessa aiuta a sciogliere la spasticità cronica del</div><div>muscolo.</div><div>Più, quindi, il respiro si estende nella parte bassa dell’addome, in quanto la sua</div><div>espansione e il suo rilassamento permettono l’abbassamento del diaframma, che</div><div>separa il torace dall'addome, più l’onda di eccitazione attivata dal respiro coinvolge</div><div>tutto il corpo. La persona sana e vibrante respira con tutto il corpo, coinvolge, cioè, sia il</div><div>torace che l’addome, respira “fino nel ventre”.</div><div>Le vibrazioni, diffondendosi, possono trasformarsi in movimenti espressivi spontanei,</div><div>cioè involontari, quando il corpo libera gli impulsi repressi, perché i muscoli tesi possono</div><div>scaricarsi solo attraverso movimenti espressivi; solo l’azione, cioè, traduce ed esprime</div><div>l’emozione.</div><div>In conclusione, l’approfondimento della respirazione produce un surplus di energia che</div><div>va ad attivare il cosiddetto “rimosso freudiano”, cioè quel vissuto emozionale connesso</div><div>alla ferita originale che abbiamo dovuto tener lontano dalla coscienza per paura delle</div><div>ritorsioni. Si riattivano, allora, da quel fondo informazioni preziose per l’evoluzione in</div><div>positivo del nostro sistema psico-corporeo.</div><div>L’Analisi Bioenergetica, tramite il lavoro sulle tensioni della muscolatura e sull'energia ivi</div><div>bloccata, fornisce meccanismi di feedback interiori ed esteriori per attivare la</div><div>consapevolezza del corpo: così forza le persone ad uscire dal loro solito modo di porsi</div><div>nei confronti del mondo e provoca stati di coscienza alterati, tramite i quali le persone</div><div>possono integrare vecchi modi di sentire – le parti bloccate – per portarli nella</div><div>consapevolezza del “qui ed ora”.</div><div>Mediante le tecniche bioenergetiche aumenta nelle persone la rappresentazione</div><div>cinestesica di sé – il sentire/percepire se stesse in modo inusuale –, così che, superando</div><div>la barriera della resistenza a raggiungere materiale inconscio o situato a livelli più</div><div>profondi, esse sono indotte a modificare la loro visione del mondo.</div><div>“Amare il proprio demone” significa, allora, riappropriarsi, riconoscere ed apprezzare le</div><div>proprie parti bloccate – l’”ombra”, nella terminologia di Jung – e spezzare quei</div><div>paradigmi difensivi che ci hanno garantito la sopravvivenza a scapito della piena vitalità.</div><div><span class="fs14lh1-5"><i><br></i></span></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Flavio Panizza</i></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 07:07:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[BIOENERGETICA – CLASSI DI ESERCIZI]]></title>
			<author><![CDATA[Marc Candoli]]></author>
			<category domain="https://www.artediessere.it/blog/index.php?category=Bioenergetica"><![CDATA[Bioenergetica]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000000"><div>Alexender Lowen (1910 - 2008) è stato il “padre” della Bioenergetica.</div><div>Egli sperimentò su di sé e comprese che il corpo si struttura (cioè si forma, cresce e si manifesta) in base allo sviluppo del carattere: cioè il nostro corpo (e con esso la postura, le tensioni muscolari, il modo di respirare e di parlare) contiene la memoria della nostra storia, della nostra educazione, delle nostre credenze e di quello che via via ha caratterizzato nel profondo la nostra vita.</div><div>Ciò accade perché è attraverso il corpo che noi interagiamo con quanto accade intorno a noi e il corpo ha la capacità di conservare la memoria dei sentimenti e delle emozioni legati ai nostri vissuti.</div><div>Per fare un semplice esempio pensiamo ad una persona che si trovi a vivere esperienze spiacevoli oppure difficili o magari pericolose: essa potrà reagire in modi differenti, mettendo in atto meccanismi di difesa oppure sviluppando l’indifferenza o magari una grande attitudine alla sopportazione; in seguito a queste esperienze, se ripetute, può accadere (e accade) che la sua vitalità, le sue doti e la sua spontaneità si blocchino, oppure rimangano latenti o addirittura vengano meno.</div><div>In modi e con intensità diverse questo accade a tutti noi e quando non abbiamo sufficiente coscienza di come funzioniamo e dell’importanza di ascoltare il corpo e suoi messaggi progressivamente possiamo arrivare a perderci, a volte senza accorgercene.</div><div>Una pratica costante degli “Esercizi bioenergetici” (cui accennerò in seguito) può essere un utile strumento per riposizionarci sulla “via maestra”.</div><div>La Bioenergetica e l’analogia come strumento di indagine e scoperta.</div><div>Tanti anni di osservazione, di studi e di pratica bioenergetica ci confermano che nel corpo si possano leggere e interpretare le manifestazioni dei nostri vissuti e che il lavoro sul corpo può portare a farli emergere e a liberare le nostre potenzialità, a darci benessere e tanto altro ancora.</div><div>In questo senso è significativo che già negli insegnamenti di molte antiche tradizioni, anche a livello simbolico, il corpo era stato collegato a manifestazioni interiori o a qualità dell’essere umano: ad esempio la testa messa in relazione con la mente, con il pensare e lo spirito; poi le membra associate con gli aspetti materiali, con il soma (quattro membra come i quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco); infine il tronco, associato allo psichico e all’anima, come ponte di collegamento tra i primi due.</div><div>2</div><div>In Oriente e nelle tradizioni indigene di ogni parte della Terra la coscienza del rapporto tra mente, corpo ed emozioni è rimasta sempre presente e si è evoluta in molteplici forme, influenzando, ad esempio, i metodi di interpretazione e di cura degli stati di malattia (ricordiamo la medicina ayurvedica e la medicina tradizionale cinese).</div><div>Nel nostro Occidente, invece, tale coscienza si era progressivamente smarrita nel corso dei secoli per ragioni culturali ed evolutive a vantaggio del razionalismo e del progresso scientifico.</div><div>William Reich (1897 - 1957), brillante allievo di Sigmund Freud, nell’era moderna occidentale individuò e codificò le prime “mappe” contenenti le interrelazioni mente-corpo.</div><div>Per la sua storia e il suo temperamento egli ruppe i dogmi freudiani iniziando a curare i suoi pazienti avendo un contatto diretto con loro, in un sitting vis à vis, contrariamente alla metodica sviluppata da Freud dove il terapeuta non aveva nessun contatto fisico con il paziente.</div><div>Egli iniziò ad osservare che le persone a lui affidate, quando durante la seduta si inoltravano in argomenti per loro emotivamente coinvolgenti, avevano reazioni fisiche e fisiologiche che egli fu in grado gradualmente di codificare: ad esempio, quando il paziente entrava in contatto con argomenti che suscitavano in lui rabbia aveva tendenza ad arrossire, a contrare la mandibola e ad avere un innalzamento delle pulsazioni cardiache e della pressione sanguigna.</div><div>Anche la medicina negli anni ‘50 iniziò riconsiderare che tra la mente e il corpo ci sono delle relazioni ed oggi è sempre più chiaro a tanti quello che peraltro già ai tempi di Socrate era noto e cioè che di fronte ad uno stato malattia si può ipotizzare di ricercarne le cause (e le soluzioni) considerando anche le componenti psico – somatiche.</div><div>Di fronte alla malattia o a disturbi che possono affliggerci è piuttosto comune la tendenza a de-responsabilizzarci: parliamo spesso di predisposizione familiare, di difetto genetico, di batteri, virus, qualcuno addirittura dà la colpa al destino, oppure ancora al fumo e all’inquinamento.</div><div>In certe situazioni però occorre anche chiedersi come mai certi fattori, rimasti dormienti per tanti anni, si sono attivati proprio in un certo momento della nostra vita; oppure perché in uno stesso nucleo familiare con le medesime abitudini un membro si ammala e l’altro no.</div><div>Anche chi volesse rimanere all’interno di una visione rigidamente scientifica e razionale non credo possa più negare, ad esempio, che esista una relazione tra le alterazioni del sistema immunitario e lo stress.</div><div>Ma possiamo andare oltre e cogliere spunti di riflessione e interpretazione assai utili, senza con ciò rinnegare i conseguimenti scientifici, anche dagli antichi insegnamenti tradizionali – ermetici che utilizzavano lo strumento dell’analogia (o del cd. “pensiero verticale”) per leggere la realtà.</div><div>E anche in Bioenergetica proprio l’analogia (nel senso di intuizione scaturita dall’osservazione) consentì a Reich, a Lowen e a coloro che li hanno seguiti di elaborare un sistema di conoscenze e di arte pratica davvero efficace e stupefacente, che ancora oggi si sta sviluppando verso conseguimenti nuovi.</div><div>Comprendere può essere un’occasione di crescita e di responsabilizzazione: un’occasione preziosissima per avvicinarci alle nostre debolezze o a certe tendenze legate alla nostra struttura psicocorporea (che ha cercato di adattarsi al meglio e come ha potuto agli eventi della vita) e dunque andare verso quello che siamo veramente.</div><div>3</div><div>Come ha scritto Luciano Marchino (nel libro “La forza e la grazia”): “Non possiamo entrare dentro di noi se prima non dissolviamo le tensioni che ce lo impediscono”.</div><div>* * *</div><div>Nelle tradizioni antiche si dice che quello che è fuori è come quello che è dentro e quello che è dentro è come quello che è fuori e come in alto così in basso (Ermete Trimegisto).</div><div>Gli antichi insegnamenti ci dicono quindi che osservando il piano materiale possiamo accedere ai piani sottili e lo strumento interpretativo che abbiamo a disposizione è meraviglioso e consiste nell’analogia.</div><div>Eduard Bach in un suo libro sosteneva che osservando una pianta, come si presenta, dove cresce, le sue forme, le nervature delle foglie, la forma e il colore dei fiori si possono intuirne le proprietà e le caratteristiche.</div><div>Lo stesso afferma Jan White scopritore delle proprietà energetiche dei fiori australiani: i suoi libri sono un esempio di pensiero analogico e l’efficacia dei suoi conseguimenti ha ricevuto riconoscimento, anche da parte della comunità scientifica, in tutto il mondo.</div><div>Tutti noi possiamo utilizzare lo stesso sguardo per cogliere in maniera più profonda la realtà.</div><div>Vorrei qui accennare a qualche esempio avendo riguardo agli organi del corpo umano: osservandoli attentamente potremo scoprire che anche la loro forma è rivelatrice della loro funzione e del loro significato così che, focalizzandoci sugli squilibri che possono affliggerli, potremo trarre spunti per comprendere le cause di quelle afflizioni e quindi vedere quale parte di noi (dei nostri pensieri, emozioni, atteggiamenti) può essere coinvolta e iniziare a porvi rimedio. Cominciamo dal cuore, l’organo che simboleggia per eccellenza la vita e l’amore. La sua forma è associabile al cono, che è composto da un cerchio e da un asse verticale.</div><div>Nelle scienze antiche il cerchio, la sua rotondità, era simbolo di accoglienza, di recettività, delle attitudini femminili mentre l’asse verticale richiama il principio maschile, il dare, il donare.</div><div>La funzione del cuore è di pompare dentro e portare fuori.</div><div>Una problematica che affligge il cuore può metterci in contatto con una difficoltà nella capacità di dare e/o di ricevere, di abbandonarsi e/o di accogliere. Che cosa è l’amore se non il bisogno di ricevere e quello di donare?</div><div>Questi spunti possono essere importanti per la pratica bioenergetica, vedremo infatti studiando le tipologie caratteriali che ciascuna di esse, in modo diverso, per la “ferita originaria” ricevuta manifesterà degli squilibri nella capacità di amare.</div><div>Ora prendiamo in esame la pelle. Qual’è la sua forma? La sua forma siamo noi: la pelle individua la nostra identità, ci rende visibili, delimita i nostri confini, il nostro spazio, le nostre differenze, le nostre caratteristiche senza le quali non possiamo vivere; ma è anche la nostra difesa e la protezione verso l’esterno (pensiamo a un grande ustionato, che non ha più difese verso l’esterno e deve essere messo in un ambiante totalmente sterile). Se osserviamo poi la struttura cellulare delle pelle scopriremo che le cellule sono strutturate come mattoni (i mattoni che costruiscono la nostra identità) ed è fatta anche dei pori che consentono il contatto con l’esterno, l’apertura verso l’esterno rimanendo se stessi.</div><div>Quando insorgono problematiche di pelle, dalle più comuni come un arrossamento a quelle più serie come eczemi, psoriasi ecc, l’occasione sarà di interrogarci sulla nostra capacità ad</div><div>4</div><div>esempio di mantenere o dare confini tra noi e gli altri, sulla nostra capacità di proteggerci o di dire no. Oppure di interrogarci su come ci percepiamo rispetto agli altri, sulla nostra identità, se ci sentiamo realizzati o se viviamo per compiacere l’altro o per essere come crediamo che ci vogliano (ad esempio una paura può essere che, se mi mostro per quello che sono, sarò rifiutato o emarginato).</div><div>Le strutture caratteriali</div><div>Ma ritorniamo alla Bioenergetica, avendo presente quell’affermazione di Alexender Lowen (ripresa poi da tutti gli studiosi che lo hanno seguito) secondo cui “il corpo si struttura in base allo sviluppo del carattere”.</div><div>Ebbene A. Lowen individuò cinque strutture caratteriali di base che si sviluppano in conseguenza di cinque diritti fondamentali negati nella prima infanzia.</div><div>Questi diritti negati costringono l’organismo a creare un sistema di difesa e una visione del mondo che egli definì “armatura caratteriale”, che limita l’espressività, la respirazione, che imbriglia nelle tensioni muscolari il potenziale e la vera natura del soggetto.</div><div>Accade così che le tensioni sostituiscono le sensazioni.</div><div>L’essere umano nasce normalmente privo di tensioni psicosomatiche, egli sa e riesce ad esprimere spontaneamente i bisogni, i sentimenti e le emozioni attraverso il corpo e il respiro ed è sufficiente osservare un bambino per comprendere a pieno questa affermazione: quando un bambino si arrabbia picchia i pugni, pesta con i piedi, oppure quando cerca affetto si protende con tutto il suo essere verso il suo oggetto d’amore allungando le braccia. Ma se riceve un divieto, un rifiuto da parte dell’adulto rispetto alle sue emozioni, se l’amore che può ricevere è subordinato a delle condizioni, egli dovrà inibire prima di tutto i suoi desideri e i sentimenti, poi i movimenti che danno loro espressione e di conseguenza i muscoli preposti.</div><div>Ciò non vuole dire che la persona non avrà più il moto emozionale che dal sé (il nucleo centrale dell’essere governato da pulsioni biologiche) va verso l’io (la parte di noi che potremmo definire come governata da pulsioni psicologiche), ma che lo dovrà bloccare e imbrigliare costringendo il suo sistema a creare tensioni che si trasformeranno in blocchi nelle fasce muscolari preposte all’ espressione del sentimento.</div><div>Se il divieto alla libera espressione del sentimento da parte del genitore o di chi per esso permane, il blocco muscolare diventerà cronico e contribuirà alla formazione di una visione distorta dell’esistenza che entrerà a fare parte della struttura caratteriale e dell’armatura muscolare dell’adulto, il quale diventerà incapace di esprimere il sentimento o l’emozione bloccata, che spesso non avvertirà più o dalla quale potrà essere spaventato.</div><div>Accenniamo dunque alle cinque tipologie caratteriali e alle loro principali caratteristiche.</div><div>Tipologia caratteriale schizoide. Lowen la descrive per la prima volta nel 1958 nel suo libro “il linguaggio del corpo” dedicando poi all’argomento un intero libro: “Il tradimento del corpo”.</div><div>In questa tipologia il diritto negato è quello ad esistere. Questa struttura si sviluppa generalmente tra 0 e 6 mesi di vita e si origina dalla presenza di una madre ostile, fredda o che in qualche maniera, anche inconsapevolmente, rifiuta il figlio. Il bambino si ritrova in un ambiente ostile e si sente costantemente minacciato quindi deve ritirarsi all’interno di se stesso, inventarsi un suo mondo alternativo per sfuggire a quello esterno e per non sentire il terrore.</div><div>5</div><div>Il paradosso di questa struttura è che per esistere non deve esistere. Tutta la sua energia vitale andrà verso l’alto nella testa, non sentirà il corpo, si identificherà con le sue idee, tendenzialmente diventerà un creativo, un intellettuale oppure un mistico.</div><div>Come meccanismo compensativo avrà l’illusione di “essere speciale”.</div><div>Il corpo dello schizoide generalmente appare immaturo, denutrito, contratto e più giovane dell’età reale. Energeticamente è un corpo scarico e frammentato, le estremità sempre fredde. La testa e il corpo sembrano appartenere a due persone diverse, unite da un collo piuttosto lungo. Generalmente si riscontra una forte asimmetria tra lato destro e lato sinistro del corpo ma anche in certi soggetti tra parte bassa e parte alta. Ha generalmente uno sguardo sfuggente e un forte blocco oculare, non riesce a sostenere lo sguardo. Si riscontrano contrazioni a giunture, collo e diaframma.</div><div>Tipologia caratteriale orale. Lowen la descrive nel suo libro “La depressione e il corpo”.</div><div>Il diritto negato è quello ad avere bisogno. Il bambino viene ben accolto alla nascita, ma se nella fase successiva che andrà dai 6 ai 18 mesi (dove ha bisogno di calore, di essere toccato e sostenuto) non riceve cure soddisfacenti da una madre che per vari motivi non è adeguatamente presente, egli si sentirà deprivato. Quando il bambino piange e si protende nessuno arriva e, se ciò si ripete, egli inizialmente spenderà tutte le sue energie nel chiedere (fino ad arrivare ad una sensazione di sfinimento) ma scoprirà poi che quando è esausto non percepisce più i suoi bisogni.</div><div>Il paradosso di questa struttura è il “bisogno di non avere bisogno”.</div><div>Si svilupperà così un adulto con una carica energetica molto bassa, che dovrà imparare a gestirsi energeticamente, cioè con difficoltà a mantenere le proprie posizioni e facilmente preda di sconforto e di sentimenti di rinuncia.</div><div>Il suo corpo sarà scarico con una tensione cronica alla mascella e alla gola. Le braccia saranno deboli, il bacino scarico in avanti, la sensazione generale è quella di denutrizione. Lo sguardo comunica bisogno e aspettative e la respirazione è debole.</div><div>Tipologia caratteriale masochista. La prima descrizione di questa struttura caratteriale è di Wilhelm Reich nel 1932; il diritto negato è quello ad imporsi.</div><div>Il carattere masochista si viene a creare tra i 18 e i 24 mesi di vita nella fase in cui il bambino inizia a rivendicare un’identità personale, quindi a dire dei “no”, ma si trova di fronte ad una madre che ha un forte bisogno di mantenere il proprio potere; essa lo eserciterà nella relazione con il figlio principalmente attraverso il controllo sull’evacuazione e sulla nutrizione varcando i confini personali del bambino attraverso ad esempio la colpevolizzazione (“se non fai così la mamma sta male”).</div><div>I comportamenti della madre genereranno collera nel piccolo, che però non potrà esprimerla perché ricattato dalla paura di perdere il suo amore e il suo sostegno (la madre). Dovrà così mettere in atto tutta una seria di meccanismi per non percepire la sua rabbia sviluppando una struttura muscolare idonea ad imbrigliarla e rinunciando alla propria auto-assertività.</div><div>Svilupperà un carattere improntato alla comprensione dell’altro, diventerà provocatorio, lamentoso e si sacrificherà per compiacere il suo prossimo. Il suo messaggio interiore sarà “se sono bravo sarò amato”.</div><div>A livello corporeo si riscontreranno generalmente una forte tensione alla gola e al collo che apparirà insaccato, il torace e il diaframma tesi, le pelvi rigide.</div><div>6</div><div>Il corpo risulterà molto muscoloso e come compresso e ciò sarà ben visibile nella schiena mentre lo sguardo trasmette tristezza e malinconia.</div><div>Tipologia caratteriale psicopatica. La prima descrizione di questa struttura si rinviene nel libro “Bioenergetica” di A. Lowen. Il diritto negato è quello ad essere autonomo.</div><div>Il carattere psicopatico si sviluppa tra i 18 mesi e il terzo anno di vita del bambino attraverso la manipolazione del genitore del sesso opposto, con una seduzione anche velatamente di tipo sessuale. Il maschietto diventa “l’ometto della mamma” e la bambina “ la principessina del papà”.</div><div>Questo tipo di carattere si origina spesso all’interno di una coppia in crisi che usa i bambini per compensare e/o mettere il figlio contro il genitore del sesso opposto (il bambino viene ad esempio invitato a dormire con la mamma nel lettone).</div><div>In sostanza viene chiesto, spesso inconsapevolmente, al figlio di dare sostegno all’adulto contro l’altro genitore e di sfidarlo.</div><div>Il bambino così è portato a diventare il genitore del suo genitore, lo deve nutrire e proteggere. Da questo scaturisce uno sfalsamento del senso di realtà e un’illusione di potenza, creando un adulto incapace di abbandonarsi, di chiedere e di farsi supportare.</div><div>Il bambino però non dispone dell’energia per fare questo e così è costretto a crearsi un falso io, che si traduce nel corpo in un spostamento dell’energia verso l’alto, con spalle e torace ipertrofici, forti tensioni alla base del cranio e diaframma bloccato verso l’alto. Le gambe e soprattutto le caviglie saranno molto deboli visto che l’illusione di potenza non è supportata da dati di fatto. Le pelvi sono bloccate e le sensazione si arrestano nell’area genitale. Caratterialmente da adulti troveremo individui manipolatori e arroganti, ma anche seduttivi soprattutto attraverso lo sguardo.</div><div>Tipologia caratteriale rigida.</div><div>È la struttura caratteriale più matura che ha passato tutte le varie fasi del suo sviluppo in maniera soddisfacente. Il diritto negato è quello ad amare sessualmente.</div><div>La frustrazione all’origine del diritto negato nasce all’inizio della fase edipica, quando il bambino si protende verso il genitore di sesso opposto con tutto il suo essere; il bambino non conosce la differenza tra il suo cuore e i suoi genitali e un genitore sessualmente frustrato o irrisolto può sentirsi minacciato (o imbarazzato) dalla sessualità del figlio e respingerlo.</div><div>Il bambino sentirà il rifiuto e dovrà dunque inibire la propria carica di amore verso l’altro, scindendo l’affettività e la sessualità. Questo messaggio creerà nell’adulto, spesso molto attraente, una difficoltà nell’unire amore e sessualità. Il suo corpo sarà ben sviluppato con forti tensioni nella schiena, nella mascella e nel diaframma. Lo sguardo è luminoso, sfumato da un velo di tristezza.</div><div>Dalla precedente sintesi sulle tipologie caratteriali possiamo già intuire come ciascuna struttura sia più o meno predisposta al manifestarsi di certe patologie o afflizioni.</div><div>Va precisato però che anche le descrizioni molto più estese e specifiche delle tipologie caratteriali devono essere considerate solo come “mappe”, cioè come strumenti indicatori di una direzione di ricerca e di indagine, ma mai come la soluzione matematica di un’equazione.</div><div>7</div><div>Questo perché innnzitutto assai difficilmente incontreremo una tipologia caratteriale “pura”, ma soprattutto perché l’essere umano è misteriosamente semplice e complesso al tempo stesso e ha la capacità di attingere a risorse di crescita e guarigione che si trovano all’interno e all’esterno di lui.</div><div>Le classi di Esercizi Bioenergetici</div><div>Le classi di esercizi bioenergetici sono gruppi di persone che, con la guida e l'aiuto di un conduttore, eseguono specifici esercizi volti a sciogliere le tensioni muscolari nelle diverse aree del corpo.</div><div>Gli esercizi (costituiti da sequenze di movimenti o posizioni statiche associati a specifiche modalità di respirazione) incidono direttamente sui blocchi muscolari permettendo così all’energia vitale e alle emozioni di liberarsi. La persona è così agevolata a entrare in contatto con quelle parti di sé che si erano chiuse alla percezione, ritrova la spontaneità nei movimenti e nel respiro e aumenta quindi il proprio livello di consapevolezza dei meccanismi psicocorporei e della loro origine.</div><div>Elementi fondamentali delle Classi di Esercizi sono il Grounding e la Respirazione.</div><div>Il concetto di “grounding” fu introdotto da A. Lowen e potremmo tradurlo nella “capacità di stare sulle proprie gambe sulla terra”.</div><div>Ma è il significato simbolico che ci porta a una maggiore comprensione di questa parola: una persona con un “buon grounding” è una persona in pieno contatto con la realtà, con l’ambiente e con il proprio sentire, che è in grado di comprendere dove sono i suoi confini e quali sono quelli dell’altro nelle varie situazioni della vita: è una persona responsabile e consapevole.</div><div>Queste attitudini di “competenza” della persona rispetto alla realtà si possono acquisire proprio attraverso la pratica, cioè con lo stare dentro quella posizione del corpo e sperimentarne i messaggi e le reazioni che si producono in noi.</div><div>Gli esercizi di grounding ci portano subito in contatto con le gambe e le tensioni immagazzinate in loro, che tutti noi abbiamo e che inibiscono il flusso energetico verso la terra.</div><div>Con la pratica emergono fenomeni del tutto naturali come vibrazioni e movimenti spontanei che hanno a che fare con la scarica energetica e, di conseguenza, lo scioglimento delle tensioni.</div><div>Vorrei qui accennare al fatto che si può parlare anche di “grounding orizzontale”, che ha a che fare con la capacità di arrendersi e di scivolare in noi per accedere ai livelli più profondi dell’essere. Si tratta di un inquadramento e di sperimentazioni che nascono dal lavoro del dr. Malcom Brown, padre della Organismica.</div><div>La respirazione non è solo un cardine della pratica bioenergetica ma anche di tutte le pratiche psicocorporee.</div><div>Durante le Classi di Esercizi le persone vengono normalmente invitate a lasciarla libera e spontanea e ciò specie all’inizio può risultare molto difficile (visto che la respirazione rispecchia lo stato di tensione interiore). A volte fare un bel respiro rumoroso a bocca spalancata, magari con l’uso della voce, può essere un’esperienza che crea imbarazzo (mentre per i bambini è la condizione naturale).</div><div>8</div><div>Ricordiamo anche che la respirazione è legata al livello di energia vitale e, come abbiamo detto, siccome alcune strutture caratteriali hanno dovuto inibirla attraverso tensioni muscolari per non sentire i propri bisogni, possiamo facilmente intuire come mai per alcuni soggetti riattivarla (attraverso dei bei respiri profondi) può risultare difficile e addirittura allarmante. Un maggiore flusso di energia può infatti risvegliare vecchi ricordi o antichi dolori e mettere il nostro sistema in allarme. Da qui l’importanza di svolgere il “lavoro” con costanza e sotto la guida di un conduttore.</div><div>Ma nella pratica c’è un profondo rispetto dei tempi delle persone, niente viene forzato perché “il corpo restituisce e lascia andare solo quando è pronto”: il corpo ha una sua saggezza e una sua intelligenza alla quale la bioenergetica ci insegna ad affidarci, in quanto le tensioni che ogni organismo ha creato sono state la risposta più adatta che egli è stato in grado di mettere in atto in un certo contesto.</div><div>È però probabile che a certo punto della nostra vita le ragioni per il mantenimento di quelle tensioni non ci siano più, ma la tensione ormai cronica sia rimasta. È il nostro sistema nervoso che inibisce gli stimoli costanti fino a renderli sordi.</div><div>Attraverso la pratica possiamo risentire quei blocchi, diventarne consapevoli e scioglierli rimettendo in circolo e dunque a disposizione del nostro sistema quella energia vitale che era intrappolata ritornando così via via in pieno possesso delle nostre facoltà.</div><div>Le classi di esercizi possono essere condotte con diverse modalità che tengono conto delle maggiori conoscenze derivate dall’esperienza e dagli studi che sono seguiti alla codificazione della pratica che per primo effettuò A. Lowen.</div><div>Vorrei qui accennare a due modalità di conduzione delle classi: antistress e autoregolazione energetica.</div><div>Antistress: come spiega Luciano Marchino nel suo libro “La forza e la grazia”, il primo scopo della pratica è di ridurre, se non di eliminare, lo stress; l’uomo, come tutti sistemi energetici, ha due componenti: una attiva (di carica) e una passiva (di scarica) e la salute sta nel mantenere bilanciate le due polarità. Questo può avvenire solo se vengono mantenute in equilibrio le due componenti del sistema nervoso autonomo, che devono funzionare in maniera alternata: il sistema simpatico, preposto all’azione e al dispendio di energia e il sistema parasimpatico, preposto ai processi di recupero energetici e al riposo.</div><div>Se i due sistemi si attivano contemporaneamente né il dispendio né il recupero risultano efficaci e si entrerà in una situazione di stress: ciò ad esempio accade quando per vari motivi una persona deve inibire e non agire le proprie emozioni sia negative, come rabbia e paura, sia positive, come gioia e piacere: l’inibizione genererà tensioni con conseguente blocco e ristagno di energia che, non potendo scaricarsi, impediranno anche la ricarica del sistema: da ciò si potranno generare disturbi psicosomatici come ansia e depressione con conseguenze anche sul corpo.</div><div>Nelle classi di esercizi bioenergetici antistress si lavora per riportare il sistema nel giusto stato di alternanza: attraverso movimento, uso della voce e respirazione si induce un innalzamento della “carica” interiore per portare alla luce quello che è bloccato e sentire quello che è fluido per passare poi ad una fase di “trattenimento”, dove si è portati a sentire la propria realtà interiore, per passare infine alla “scarica” vera e propria.</div><div>Per molti allievi la classe diventa un luogo protetto dove esprimersi liberamente e generalmente finito il lavoro le persone provano un senso di soddisfazione e di pace interiore che deriva proprio dall’aver ristabilito il corretto funzionamento alternato del sistema simpatico e parasimpatico.</div><div>9</div><div>Autoregolazione: in queste classi, dopo una prima fase dove si lascia libera espressione al corpo facendo appello alla spontaneità, i partecipanti vengono invitati a portare l’attenzione all’interno, dai piedi alla sommità del capo, attraverso esercizi di grounding. Si propongono esercizi ad occhi chiusi con l’uso della voce e del respiro finalizzati a potenziare la capacità di sentire la propria realtà interiore cercando di migliorarla attraverso movimenti lenti, consapevoli e con le vibrazioni della voce.</div><div>Questa modalità favorisce la perdita di controllo, il dissolversi delle tensioni e aiuta ad entrare in un spazio meditativo. In queste classi viene dato molto spazio al “grounding orizzontale” favorendo l’insorgere di vissuti intimistici.</div><div>Normalmente alla fine di tutte le classi viene lasciato uno spazio per consentire ai partecipanti, se lo desiderano, di condividere la loro esperienza.</div><div>* * *</div><div>In questo momento storico, grazie anche agli interscambi tra Oriente e Occidente, disponiamo di molte tecniche per sviluppare il nostro potenziale e i nostri talenti, per imparare come e perché funzioniamo in un certo modo, in buona sostanza, per conoscerci meglio, stare meglio e aspirare alla felicità.</div><div>Non credo esista una tecnica migliore di altre, ma esiste certamente la “buona tecnica” (e ovviamente il “buon insegnante”), che è quella che ha in sé sufficienti coerenza ed elasticità per abbracciare i diversi aspetti del nostro essere (mi riferisco ai pensieri, alle emozioni e al benessere del corpo) all’interno del momento che si sta attraversando.</div><div>Detto più semplicemente, un metodo che tenga in considerazione la persona, la sua storia e l’ambiente che la circonda.</div><div>Un lavoro serio e profondo in questo senso, partendo dal corpo - come accade nelle Classi di Esercizi Bioenergetici - diviene e si trasforma col tempo (e in maniera assolutamente naturale) in una forma efficace e soddisfacente di “ricerca corpo– psico– spirituale”: accade che, entrando davvero in contatto con il piano materiale, possiamo accedere ai piani più sottili dell’essere.</div><div>Marc Candoli</div></div>]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 13:51:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[l respiro fonte della vita. Uno sguardo tra Occidente e Oriente]]></title>
			<author><![CDATA[Marc Candoli]]></author>
			<category domain="https://www.artediessere.it/blog/index.php?category=Conferenza"><![CDATA[Conferenza]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_000000002"><div>Il respiro è la fonte della vita e respirare è la funzione che ne è sinonimo per</div><div>eccellenza: iniziamo la nostra vita con un’inspirazione e la concludiamo con</div><div>un’espirazione.</div><div>Possiamo resistere anche settimane senza mangiare, giorni senza bere, ma possiamo</div><div>stare solo pochi minuti senza respirare e, pur non accorgendocene, inspiriamo ed</div><div>espiriamo circa 21600 volte al giorno.</div><div>Nella nostra cultura non veniamo “educati” al respiro sebbene la respirazione sia una</div><div>funzione essenziale, che richiede cura e attenzione, perché il respiro non è solo il</div><div>sostegno della vita, ma è anche fonte di equilibrio e di armonia interiore.</div><div>Respirare in maniera completa è segno di salute e, se respirassimo in maniera</div><div>completa, come naturalmente facevamo da bambini, difficilmente da adulti</div><div>soffriremmo di tutta una serie di disturbi come la stanchezza cronica, la depressione o</div><div>l’ansia.</div><div>La respirazione riflette il nostro livello energetico e ciò che siamo.</div><div>Quasi tutti gli esseri umani ad un certo momento della vita, per lo più</div><div>inconsapevolmente, si trovano ad inibire o a distorcere la respirazione per adattarsi</div><div>emotivamente alle richieste del mondo esterno. Generalmente questo accade entro i</div><div>primi sei anni di vita, ad esempio quando siamo chiamati ad adattarci a modelli</div><div>educativi imposti dagli adulti (di fronte ai quali i bambini si trovano a inibire la loro</div><div>naturale spontaneità o i loro veri bisogni) o di fronte a eventi traumatici.</div><div>Il respiro è anche intimamente legato ai nostri stati emotivi ed infatti se siamo</div><div>rilassati respiriamo lentamente e senza sforzo, se abbiamo paura inspiriamo a scatti e</div><div>tratteniamo il respiro, se siamo ansiosi respiriamo con la parte alta del torace e molto</div><div>velocemente; accade quindi che adottiamo specifici schemi respiratori per ogni</div><div>situazione, ma, quando ciò avviene inconsapevolmente, alcuni schemi respiratori si</div><div>cristallizzano fino a diventare lo specchio della personalità.</div><div>Queste reazioni comportamentali di inibizione e condizionamento (che influenzano,</div><div>come detto, la respirazione) diventano poi la “normalità” e cioè un nuovo modo di</div><div>vedere, di vivere ed interpretare il mondo e perdiamo progressivamente il contatto</div><div>con la nostra vitalità e con la coscienza del nostro intimo potenziale sia a livello</div><div>2</div><div>fisiologico che psicologico.</div><div>Ecco qualche esempio di schema di adattamento.</div><div>Portando in dentro la pancia, magari irrigidendola, si isolano sentimenti penosi come</div><div>la tristezza, la malinconia e la paura: una “pancia piatta” sarà forse bella</div><div>esteticamente (secondo i canoni attuali), ma spesso denota una mancanza di pienezza</div><div>di vita e sopratutto tensioni delle fasce muscolari addominali; ne risulta inibito il</div><div>flusso verso il bacino delle sensazioni legate al piacere e alla capacità di abbandono e</div><div>anche il fluire dell’energia vitale verso le gambe, fenomeni che generalmente non si</div><div>riscontrano in chi possiede una pancia arrotondata e morbida. Un torace rigido, poco</div><div>mobile e “gonfiato”, sebbene ad una prima impressione possa rimandarci l’immagine</div><div>di una persona ben affermata, nasconde spesso un soggetto con insicurezze più o</div><div>meno consapevoli; in questo caso, irrigidendo la zona toracica, l’individuo escogita</div><div>una modalità inconscia per non entrare in contatto con emozioni profonde e dolorose</div><div>e la rigidità del torace sottopone generalmente il cuore a stress con le conseguenze</div><div>che ne possono derivare.</div><div>La respirazione indica i ritmi fondamentali del corpo ed è espressione anche della sua</div><div>spiritualità.</div><div>La Bibbia dice che quando Dio creò l’uomo prese un pezzo d’argilla e vi soffiò la</div><div>vita.</div><div>Ciò richiama l’idea che l’aria contenga una forza vitale, un elemento fondamentale</div><div>per la vita che gli Indiani chiamano “Prana”, i Cinesi il “Chi”, i giapponesi il “Ki”, gli</div><div>antichi greci chiamavano “Pneuma” e William Reich, padre della moderna</div><div>psicosomatica e maestro di Alexander Lowen (fondatore della Bioenergetica),</div><div>“Orgoni”. L’energia, sinonimo della vita, è quell’essenza che fino ad un attimo prima</div><div>della nostra morte è presente e un attimo dopo è svanita.</div><div>L’aspetto energetico-spirituale della respirazione è ciò che accomuna tutte le tecniche</div><div>di crescita personale e di sviluppo psico-spirituale sia di matrice occidentale che</div><div>orientale: tutte queste discipline, pur con diverse modalità, sono attente al recupero</div><div>della nostra respirazione completa, che consente di liberare la nostra energia vitale e</div><div>ricontattare sentimenti profondi verso noi stessi, i nostri simili e il Cosmo.</div><div>Secondo la visione occidentale comune il respiro si esplica in due fasi, una fase di</div><div>espansione e una di contrazione. L’espansione (che corrisponde all’inspirare) si può</div><div>associare al prendere, al fare proprio e all’affermare un proprio diritto. La</div><div>contrazione (durante l’espirazione) si associa al lasciar andare e al lasciarsi andare.</div><div>Respirare profondamente vuole dire anche “sentire” profondamente: più respiro più</div><div>sento, ma, come vedremo poi, le fasi della respirazione, secondo le antiche tradizioni,</div><div>in realtà sono quattro.</div><div>In questo nostro intervento limiteremo l’osservazione ad alcuni aspetti della</div><div>respirazione riconducibili alla Bioenergetica e allo Yoga.</div><div>Per chi non la conoscesse, un breve cenno alla Bioenergetica (vi rimando per una</div><div>descrizione più completa all’articolo sulla pagina Bioenergetica sul sito</div><div>www.artediessere.it): nasce alla fine degli anni Cinquanta ed è una tecnica di</div><div>psicoterapia che considera la mente e il corpo come due aspetti della stessa unità.</div><div>3</div><div>Il suo fondatore, Alexander Lowen, aveva compreso che il corpo si struttura, si</div><div>forma e cresce in base allo sviluppo del carattere: cioè il corpo, la sua postura, le sue</div><div>tensioni muscolari e il modo di respirare sono il frutto della storia, dell’educazione e</div><div>delle credenze che hanno caratterizzato nel profondo la vita di ogni individuo; e,</div><div>siccome non tutto quello che si è chiamati a vivere è armonico, adeguato o rispettoso</div><div>della nostra natura e identità, ecco che il corpo può ritenere necessario trattenere in sé</div><div>delle cose o a volte mettere in atto dei meccanismi di difesa.</div><div>Cerco di chiarire quello che ho appena affermato: nell’infanzia si esprimono le</div><div>emozioni e i sentimenti attraverso il movimento (i bambini spontaneamente</div><div>piangono, urlano, protendono le braccia, pestano i piedi), ma quando si inibisce la</div><div>capacità di farlo (a causa di divieti, condizionamenti familiari o sociali, traumi etc…)</div><div>le fasce muscolari preposte all’espressione dei sentimenti si bloccano e quindi si</div><div>creano tensioni muscolari, che trattengono ciò che non è stato espresso o rimangono</div><div>in tensione anche dopo che si è attraversata una situazione di pericolo reale o vissuta</div><div>come tale.</div><div>Cercando di semplificare, potremmo dire che spesso in una tensione muscolare c’è</div><div>un’emozione trattenuta e questo, sul piano psicologico, si potrà tradurre, ad esempio,</div><div>in un distacco emotivo di fronte a certe situazioni o in una grande attitudine alla</div><div>resistenza o ancora nell’incapacità ad esprimere ciò che si prova. Ma così facendo</div><div>anche la spontaneità, i talenti e la vitalità in parte si bloccano o rimangono latenti (o</div><div>nei casi più estremi quasi “se ne vanno via”) e tutto questo influenzerà</div><div>inevitabilmente sia il respiro che il corpo.</div><div>Lo scopo primario della Bioenergetica - per quanto riguarda il respiro - è quello di</div><div>ripristinare la respirazione originaria (che coinvolge il corpo dalle pelvi alla gola) in</div><div>modo da restituire al sistema “uomo” il suo potenziale energetico, vitale e emotivo.</div><div>Torniamo ora alla respirazione e alle sue inibizioni e condizionamenti.</div><div>Le reazioni comportamentali di inibizione e condizionamento se inconsapevoli</div><div>possono diventare la “normalità” e in questo modo la persona è condotta a vedere e</div><div>interpretare il mondo in modo condizionato e inibito: perde la consapevolezza della</div><div>propria vitalità e perde anche la coscienza del proprio potenziale sia a livello</div><div>fisiologico che psicologico.</div><div>Ritengo utile accennare alle cinque strutture caratteriali e alle loro cinque ferite</div><div>originarie individuate da A. Lowen per portare qualche esempio concreto rispetto ai</div><div>risultati dei condizionamenti che coinvolgono la respirazione.</div><div>Tipologia caratteriale schizoide o cerebrale. Il diritto negato è quello ad esistere.</div><div>Questa struttura si sviluppa generalmente entro i sei mesi di vita quando il bambino si</div><div>trova accolto da una madre ostile e fredda, che in qualche maniera lo rifiuta; il</div><div>bambino, percependosi in un ambiente ostile, si sente costantemente minacciato e</div><div>così deve ritirarsi all’interno di se stesso, inventarsi un suo mondo interno per</div><div>sfuggire a quello esterno e non sentire così il terrore. Il paradosso di questa struttura</div><div>caratteriale è che “per esistere non deve esistere”. Tutta la sua energia vitale si ritirerà</div><div>verso la testa per non sentire il corpo e così, crescendo, si identificherà con le sue</div><div>idee; tendenzialmente potrà diventare un creativo, un intellettuale oppure un mistico.</div><div>Come meccanismo compensativo avrà l’illusione di “essere speciale”.</div><div>4</div><div>In questi casi si riscontrano contrazioni a giunture, collo e diaframma e ciò si riflette</div><div>nella respirazione, che sarà estremamente “superficiale” con un’inspirazione modesta</div><div>legata alla difficoltà a “portare dentro” e ad avere contatto con il mondo esterno,</div><div>preferendo piuttosto tagliarsi fuori dal mondo che ancora percepisce ostile.</div><div>Tipologia caratteriale orale o dipendente. Il diritto negato è quello ad avere bisogno.</div><div>Questa struttura si manifesta tra sesto e il diciottesimo mese di vita; siamo di fronte ad</div><div>a un bambino che è stato bene accolto, ma che si sentirà deprivato di affetto,</div><div>nutrimento e attenzioni (che la madre non gli fornisce in modo sufficiente o adeguato</div><div>ai suoi bisogni) e, per non sentire il dolore di queste mancanze, si strutturerà intorno</div><div>al paradosso “bisogno di non avere bisogno”. Crescerà con una carica energetica</div><div>molto bassa cioè il corpo sarà come scarico, con una tensione cronica alla mascella e</div><div>alla gola, le braccia saranno deboli, il bacino tenderà ad andare in avanti, la</div><div>sensazione generale è quella di denutrizione. La respirazione tenderà ad essere è</div><div>debole e molto superficiale (questo per non sentire i propri bisogni); la tipologia orale</div><div>non è in grado di reggere un livello energetico alto e dunque di respirare in maniera</div><div>profonda.</div><div>Tipologia caratteriale masochista o sottomessa. Il diritto negato è quello ad imporsi.</div><div>Il carattere masochista si origina nella fase dove il bambino (tra il diciottesimo e il</div><div>ventiquattresimo mese di vita) inizia a rivendicare un’identità personale, quindi a dire</div><div>i primi no, ma la madre non glielo consente perché ha un forte bisogno di mantenere</div><div>il proprio potere nella relazione con il figlio; per non percepire la rabbia che questo</div><div>atteggiamento materno genera in lui il bambino svilupperà una struttura muscolare</div><div>idonea ad imbrigliarla, rinunciando cosi alla propria auto-assertività; da adulto</div><div>manifesterà un carattere improntato alla comprensione dell’altro e si sacrificherà per</div><div>compiacere il suo prossimo nella convinzione che “se sono bravo sarò amato”, ma</div><div>diventerà anche lamentoso e provocatorio in modo da scatenare negli altri</div><div>atteggiamenti improntati alla rabbia ed essere così a sua volta autorizzato a reagire ed</div><div>esprimere la propria ira tenuta ben nascosta. A livello corporeo si riscontrerà</div><div>generalmente una forte tensione alla gola e nel collo, che appare come “insaccato”, il</div><div>torace e diaframma tesi, le pelvi rigide. Il corpo risulterà molto muscoloso, come</div><div>fosse compresso e questo sarà ben visibile nella schiena. La difficoltà nella</div><div>respirazione è nella fase di espirazione, poiché il soggetto ha difficoltà a “lasciare</div><div>andare”, in quanto abituato a trattenere emozioni e respiro.</div><div>Tipologia caratteriale psicopatica o dominante. Il diritto negato è quello ad essere</div><div>autonomo. Il carattere psicopatico/dominante si sviluppa a seguito della</div><div>manipolazione operata sul bambino (tra il diciottesimo mese e il terzo anno di vita )</div><div>da parte del genitore del sesso opposto, attraverso una sorta di seduzione, cioè il</div><div>bambino è chiamato in qualche maniera a sostituire il genitore (ad esempio ciò si</div><div>riscontra spesso nelle coppie che si separano quanto il bambino diventa il principino</div><div>della mamma o la bambina la principessa del papà) e questo crea nel bambino uno</div><div>sfalsamento del senso di realtà e un’illusione di potenza, che nell’adulto si tradurrà in</div><div>un’incapacità ad abbandonarsi e a chiedere .</div><div>In questa struttura caratteriale si riscontra nel corpo uno spostamento dell’energia</div><div>verso l’alto, con spalle e torace ipertrofici e forti tensioni alla base del cranio; le</div><div>5</div><div>gambe e soprattutto le caviglie saranno molto deboli visto che l’illusione di potenza</div><div>non è supportata da dati di realtà. La sua respirazione è alta e superficiale, il</div><div>diaframma è bloccato verso l’alto, ciò per non sentire il vuoto interiore; la difficoltà è</div><div>nella fase di espirazione, conseguenza dell’incapacità ad abbandonarsi ed al bisogno</div><div>a mantenere il controllo.</div><div>Tipologia caratteriale rigida. Il diritto negato è quello ad amare sessualmente. È la</div><div>struttura caratteriale più matura, che ha attraversato le varie fasi del suo sviluppo in</div><div>maniera soddisfacente. La frustrazione all’origine del diritto negato nasce all’inizio</div><div>della fase edipica, quando il bambino si protende verso il genitore di sesso opposto</div><div>con tutto il suo essere; il bambino non conosce la differenza tra il suo cuore e i suoi</div><div>genitali, ma genitore sessualmente frustrato o “irrisolto” può non rispondere</div><div>adeguatamente alla richiesta di contatto del figlio e sentirsi “minacciato” dalla</div><div>sessualità del bambino e, inconsciamente, respingerlo; diventata adulta la persona</div><div>rigida avrà difficoltà a legare sentimenti e sessualità, perché quando si sente coinvolta</div><div>emotivamente avrà difficoltà a tradurre i sentimenti attraverso la sessualità. La</div><div>respirazione della tipologia rigida sarà alta, con un certo grado di tensione</div><div>nell’addome e anche in questa struttura troveremo una difficoltà all’espirazione,</div><div>dunque all’abbandono.</div><div>La descrizione che precede è indubbiamente schematica e molto parziale, ma</div><div>finalizzata a porre l’attenzione sullo stretto rapporto che esiste tra mente, corpo e</div><div>respirazione.</div><div>Come già abbiamo accennato, il corpo può essere guardato anche come la</div><div>materializzazione dell’anima, cioè di ciò che siamo; la forma del corpo parla e</div><div>racconta delle sue corrispondenze sui tre piani: fisico, mentale e spirituale.</div><div>Allo stesso modo possiamo spingerci ad analizzare alcune corrispondenze ed</div><div>analogie della forma dell’apparato respiratorio che assomiglia ad un albero</div><div>rovesciato. La respirazione è una funzione di scambio e noi uomini siamo in una</div><div>stretta relazione di con gli alberi: l’albero assorbe anidride carbonica e restituisce</div><div>ossigeno, la fonte della nostra vita, l’albero assorbe energia per trasformarla in cibo,</div><div>in materia (linfa) tramite il processo della fotosintesi, l’uomo fa esattamente</div><div>l’opposto assorbe ossigeno ed emette anidride carbonica, assorbe il cibo e lo</div><div>trasforma in energia. Queste analogie legate alla forma e alle funzioni ci possono</div><div>ulteriormente confermare l’importanza della respirazione.</div><div>Sempre restando sulla simbologia dell’albero è molto interessante proporre alcuni</div><div>spunti di riflessione provenienti dagli indiani d’America.</div><div>Nell’albero vedevano l’accoglienza tramite i suoi rami ed il fogliame, meta di rifugio</div><div>per uccelli, per insetti e anche per l’uomo; vedevano la capacità di donare,</div><div>producendo i propri frutti in maniera totalmente disinteressata e gratuita (ogni frutto è</div><div>in armonia con la stagione e le sue esigenze così anche ogni stagione dell’uomo ha i</div><div>suoi frutti che bisogna imparare ad assaporare) e vedevano anche l’attesa cioè la</div><div>qualità di stare ai ritmi della natura e di crescere lentamente e impercettibilmente con</div><div>essa.</div><div>6</div><div>Queste qualità dell’albero vive anche l’uomo quando possiede e si abbandona ad una</div><div>respirazione profonda e completa, che evidentemente è sinonimo di apertura.</div><div>Con lo Yoga entriamo in contatto con una scienza del respiro antichissima, detta</div><div>Pranayama, che con tecniche mirate interviene sui tre aspetti fondamentali</div><div>dell’uomo: corpo, mente e spirito.</div><div>Lavorare e canalizzare il respiro vuole dire evolversi e crescere e, dunque, migliorare</div><div>il nostro stato di salute psicofisico. Respirare coscientemente significa anche entrare</div><div>in relazione: il respiro è sinonimo di scambio, scambio tra il dentro (noi stessi) e il</div><div>fuori (l’altro, l’ambiente e il mondo spirituale).</div><div>La struttura fisica del movimento respiratorio ci insegna anche che inspirazione ed</div><div>espirazione non si possono fondere, ma sono complementari e non possono esistere</div><div>l’una senza l’altra. Come in una sana relazione, che per essere armonica non</div><div>dovrebbe mai farci perdere il contatto con noi stessi e la nostra identità pur stando</div><div>con l’altro in un rapporto di bene e di amore.</div><div>Nell’antica tradizione dello yoga si utilizzano le tecniche di respirazione per</div><div>“catturare” e canalizzare l’energia vitale, detta prana, attraverso i recettori del naso.</div><div>Questa energia è sinonimo di vita, essa regola tutte le funzioni del corpo, porta salute</div><div>e benessere sui tre piani dell’essere umano.</div><div>Come tutte le forme di energia che si manifestano sulla Terra anche la respirazione ha</div><div>due polarità, una positiva, detta Rajas, e una negativa chiamata Tamas.</div><div>Rajas è la legata alla forza del maschile, alla parte razionale e attiva, all’energia</div><div>propositiva della trasformazione e dell’apertura all’altro; questa energia viene</div><div>assorbita nell’uomo attraverso la narice destra.</div><div>Tamas è legata alla forza del femminile, alla parte creativa dell’essere, di</div><div>connotazione “passiva”, legata all’abbandono e all’accoglienza; questa energia viene</div><div>catturata attraverso la narice sinistra.</div><div>Con le tecniche di respirazione yoga non si influenza soltanto la condizione del corpo</div><div>fisico, ma anche il corpo cd. “sottile”, che gli antichi insegnamenti ci dicono essere</div><div>formato da 72.000 canali energetici, detti Nadi. Durante la pratica yoga si tengono in</div><div>considerazione fondamentalmente i tre canali principali: Pingala, Ida e Susuma.</div><div>In Pingala circola Rajas, l’energia maschile, che termina proprio nella narice destra;</div><div>in Ida, che termina nella narice sinistra, circola Tamas, l’energia femminile. Al centro</div><div>della colonna vertebrale è presente il canale centrale chiamato Susuma, dove scorre</div><div>un’energia di equilibrio e stabilità che si stimola con entrambe le narici.</div><div>Esercizi specifici contribuiscono a stimolare e riequilibrare queste energie secondo le</div><div>necessità. Può essere interessante anche solo sperimentare le sensazioni di una</div><div>respirazione con una narice (chiudendo l’altra) e poi viceversa, prestando attenzione a</div><div>ciò che andiamo a “stimolare”, cioè il nostro lato attivo o il nostro lato ricettivo a</div><div>seconda che rispettivamente andremo a chiudere la narice sinistra o quella destra.</div><div>Nella tradizione yogica il respiro viene considerato non solo in due tempi, ma in</div><div>quattro, poiché oltre che alle fasi di inspirazione e di espirazione si dà rilievo alle fasi</div><div>di passaggio tra questi due movimenti: all’apice dell’inspirazione ci sarà il</div><div>“trattenimento” detto “kumbbaka” che, secondo quelle antiche conoscenze, ha</div><div>7</div><div>effetto sul nostro piano mentale; al termine dell’espirazione ci sarà il “vuoto” detto</div><div>“sunyaka”, che incide sul piano fisico.</div><div>L’attenzione sulle diverse fasi durante la pratica di esercizi specifici è molto</div><div>importante in quanto la consapevolezza porta luce e alimento nella nostra evoluzione</div><div>personale.</div><div>Come ulteriore spunto di riflessione per avvicinarci alla profondità racchiusa in questi</div><div>antichi insegnamenti (che qui stiamo solo accennando) prestiamo attenzione a ciò che</div><div>possono anche simboleggiare i quattro tempi della respirazione: 1) l’inspirazione è</div><div>“apertura” perché il nostro sistema, portando all’interno l’aria, si apre al mondo</div><div>esterno, quindi inspirando accogliamo l’altro fino ad arrivare a “interiorizzarlo”; 2) il</div><div>“trattenimento” è il momento in cui facciamo spazio all’altro trattenendolo al centro</div><div>di noi stessi dandogli valore e importanza (pensiamo a quando assorbiamo il profumo</div><div>da un fiore e ci fermiamo qualche attimo per conservarne in noi la fragranza); 3)</div><div>l’espirazione è il momento in cui ciò che è in noi esce e quindi andiamo verso l’altro</div><div>e ci doniamo all’esterno e all’altro; 4) l’apnea vuota è il momento in cui noi siamo</div><div>assenti e abbiamo così la possibilità di prendere coscienza dell’altro così come egli è.</div><div>La pratica regolare della respirazione completa (pancia, torace e sotto-clavicolare)</div><div>indurrà anch’essa profonde trasformazioni sia sul piano personale che sul piano</div><div>relazionale.</div><div>Portare l’attenzione alla respirazione “bassa” secondo le antiche tradizioni ci mette in</div><div>relazione con l’ambiente e la natura: è la respirazione del piano fisico, del</div><div>“radicamento”, della parte concreta e materiale dell’essere.</div><div>Portare l’attenzione alla respirazione “toracica” ci mette invece in contatto con le</div><div>dinamiche relazionali e incide sul piano mentale.</div><div>Con l’attenzione alla respirazione “alta” saremo messi più facilmente in relazione con</div><div>il piano divino, perché influenza gli aspetti di carattere più spirituale dell’essere</div><div>umano.</div><div>Nelle pratiche di respirazione yoga è molto importante porsi in un atteggiamento</div><div>comodo e il più possibile rilassato, mantenendo la schiena eretta (non rigida) per</div><div>favorire la circolazione del prana.</div><div>* * *</div><div>Il Respiro è fonte di Vita e ne racchiude la naturalezza e l’infinita profondità.</div><div>Le tecniche di respirazione ci consentono di sperimentare noi stessi e di trasformarci</div><div>attraverso l’apertura a ciò che ci circonda e di cui siamo parte ed essenza stessa.</div><div>Il benessere che ritroveremo da subito sarà il primo segno di questo cammino di</div><div>riscoperta di noi.</div><div><br></div><div><span class="fs14lh1-5"><i>Marc Candoli</i></span></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 07:13:00 GMT</pubDate>
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